La contromossa di Mosca: via i diplomatici britannici dalla Russia

Dopo le accuse di Theresa May per l'avvelenamento dell'ex spia Skripal e il ritiro di 23 funzionari del Cremlino dal Regno Unito, arrivano le prime reazioni ufficiali da Lavrov

15 Marzo 2018 alle 12:38

La contromossa di Mosca: via i diplomatici britannici dalla Russia

Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov (foto LaPresse)

La Russia è uscita dal suo silenzio iniziale e stamattina ha risposto alla mossa del Regno Unito, che ieri aveva annunciato il ritiro di 23 diplomatici russi dal paese. Oggi, il ministro degli Esteri di Mosca, Sergei Lavrov, ha dichiarato ai media russi che "presto" funzionari diplomatici britannici saranno a loro volta allontanati dal paese. "Lo garantisco", ha aggiunto Lavrov, che ha anche definito "estremamente rozze" le accuse mosse da Theresa May al Cremlino. Per il ministro degli Esteri russo, l'atteggiamento aggressivo dei britannici è motivato dalle difficoltà che Londra sta incontrando in questi mesi nelle trattative sulla Brexit. Lavrov non ha aggiunto dettagli per spiegare la connessione che esisterebbe tra la Brexit e l'avvelenamento dell'ex spia russa, Sergei Skripal, e di sua figlia.

 

Come funziona la disinformazione russa sul caso della spia avvelenata

Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu si riunisce per discutere il caso Skripal mentre 27 diplomatici di Mosca vengono allontanati dal Regno Unito. Nel frattempo l'ambasciata russa ripropone una strategia che sa usare molto bene: quella del complottismo

  

Ieri, Theresa May aveva chiesto una riunione urgente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite spiegando che la sostanza chimica usata per avvelenare Skripal, conosciuta come Novichok, rientra tra gli agenti nervini sviluppati dalla Russia. Mosca è "colpevole", ha concluso May, "non ci sono alternative possibili". Alla camera dei Comuni, la premier aveva anche formulato altre contromisure nei confronti dei russi: maggiori controlli doganali sugli aerei privati russi e regole ancora più rigide per l’emissione di visti ai russi, oltre a possibili congelamenti di conti sospetti. Anche il segretario agli Esteri di Londra, Boris Johnson, aveva fomentato il confronto verbale coi russi, accusando il Cremlino che l'avvelenamento si Salisbury "è un modo per dire alle persone: ecco cosa succede a opporsi al nostro regime".

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Commenti all'articolo

  • Giovanni Attinà

    15 Marzo 2018 - 16:04

    Lavravov può fare le contromosse, ma è innegabile che ci siano le responsabilità di Putin e compagni e non solo in queste ultime vicende. Del resto uno Stato antidemocratico, nonostante la caduta del comunismo, si regge con questi metodi, compresi gli arresti dei rivali.

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