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Tra Weinstein e Trump, il tramonto della sfumatura

Le linee rette delle ideologie sono in conflitto. I maschi avranno meno potere verso le femmine, i cittadini saranno riconfortati dal grande disgelo dell'imposta e dello stato Re: ma per fare cosa?

3 Dicembre 2017 alle 06:19

Donald Trump

Il presidente degli Stat Uniti, Donald Trump (foto LaPresse)

Tempi interessanti, non conoscono sfumature. Una banda di putiniani che circonda un tipaccio incapace di credere in alcunché tranne sé stesso si impadronisce della Casa Bianca con i voti giusti di gente sbagliata, un pugno di forgotten men. Fallisce in tutto (immigrazione, nucleare, clima, muro, stile, Twitter) tranne che sulla Corte Suprema e sulle tasse, questioni non secondarie su cui si gioca un possibile nuovo boom economico e finanziario (è la stessa cosa, mio Dio), la riduzione del potere dello stato sulla vita dei cittadini, la scommessa neoliberale sul lavoro e il benessere, un minimo aggiustamento delle pretese opprimenti dei libertari che fanno i froci con la libertà degli altri. Era dai tempi di Reagan che non accadeva. Chapeau. Si è sempre saputo tra noi immoralisti machiavelliani che dai banditi narcisisti devi aspettarti il peggio e prendere il meglio, e il meglio di Trump, questo Castruccio Castracani del Grande Fratello, si chiama Goldman Sachs e Pentagono. Speriamo che la doppia filiera duri abbastanza, e che Muller riesca a finire in pace il suo lavoro di disinfestazione nazionale.

 

Parte da Hollywood una nuova rivoluzione femminista, la parola liberata. La dignità della donna (Weinstein) e quella del maschio (Spacey) è incapsulata nella libertà delle loro chiappe dai palpeggiamenti indesiderati. Straordinaria rivoluzione che deve ora procedere con la censura: che ne facciamo di Ultimo Tango a Parigi, di Goldfinger e di una quantità di testimonianze dell’arte in cinema e letteratura, forse solo la musica si salva, che parlano dell’amore e del sesso come scortico e conflitto tra adulti dissenzienti, salvo i reati penali? La liberazione della parola, nella versione degli anti-Barney, degli ultrà liberal, si trasforma in cattura della parola e della libertà d’espressione: d’ora in poi si cancellano dallo schermo le sigarette, d’accordo, gli attori e gli anchor unwanted, spesso campioni liberal, unwanted come le loro profferte abusive, e un tripudio di censura, come la vecchia, cara ghigliottina, corona una stagione di terrore on the record (i media sono da tempo il nuovo tribunale che accusa e condanna), stagione chiamata da David Remnick del New Yorker, senza grande fantasia, l’autunno del patriarca. Si passa da Woody Allen, che della sfumatura e della caccia alle streghe sessuali è il re e la vittima, a Ron Farrow, il figlio di Mia che ha incastrato il porco in nome della mamma. Non so quanto sia un guadagno, vedremo.

 

Intanto che la disonestà produce un magnifico taglio fiscale e l’onestà molto dignitosa decreta la fine della coquetterie, della cavalleria e della litigiosa seduzione, intanto bisogna dire che il tramonto della sfumatura è in sé un grave male morale e psicologico, per non dire altro. Per chi sia innamorato delle donne, degli outsider e in genere degli esseri umani ritrovarsi tra Trump e Weinstein nell’autunno del patriarca e nella variante newyorkese del putinismo è sconfortante. Non si può escludere che i risultati siano paradossalmente buoni, che le spennatrici di polli del Kentucky possano obbligare il loro boss con la Terreur a tenere le mani a posto, ecco una eventuale buona notizia, e che il fiscalmente corretto si prenda una bella stangata, anche. Ma ognuno vede che le linee rette delle ideologie sono in conflitto, i maschi avranno meno potere verso le femmine e verso altri maschi, i cittadini saranno riconfortati dal grande disgelo dell’imposta e dello stato Re: ma per fare cosa, autoerotismo a parte?

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    03 Dicembre 2017 - 22:10

    E dagli, addosso a Trump! Non move foglia che Dio non voglia, dunque Trump è il Presidente degli Stati Uniti, punto e basta. Trump è' l'America, e l'America èssempre America. Notare i twin bodyguard.

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  • keffsa

    03 Dicembre 2017 - 21:09

    Non credo possibile sia affermare seriamente le sue tesi dopo otto anni di Obamiana iattura per il mondo è sourtout per l’America stessa!! Quando i consensi sono tutti assonanti tra opposizione interna ed intellighenzia esterna qualcosa di buono sicuramente sta facendo il buon Donny!!! Distrattamente difatti non si citano disoccupazione e borsa ad esempio!!!

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  • adebenedetti

    03 Dicembre 2017 - 19:07

    Non mi stupisce che lei signor Ferrara ignori che la NBC si e` rifiutata di trasmetter cio` che il figlio di Mia Farrow aveva raccolto su Weinstein ed e` dovuto andare al New Yorker per vedere il suo lavoro reso pubblico. Last but not the least e` mia opinione che lei sia molto Guicciardiniano e poco Macchiavellico. Perche` questa mia opinione? La deduco da come si comporta il Foglio che ad onore del vero e` il meno peggio dei giornali italiani.

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  • oliolà

    03 Dicembre 2017 - 18:06

    Quanto dura una rivoluzione? Questa, che sembra infrangersi sul ciuffo di Trump, va avanti da un pezzo. Cosa dobbiamo aspettarci? Si chiede smarrito anche l'elefantino, uno che avendo fatto una lista contro l'aborto dovrebbe essere tetragono. Ma la restaurazione e che diamine. Altrimenti vorrà dire che sembra solo, infrangersi, e che andrà avanti chissà fino a quando. Senza restaurazione, le rivoluzioni , sono imprescrittibili.

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