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Abe vince le elezioni in Giappone. Si avvicina la riforma della Costituzione

Allo studio diversi pacchetti di modifiche, tra cui quelle all'articolo 9 che vieta ai giapponesi di avere un esercito. L'unica opposizione che il presidente ha di fronte è quella all'interno del suo partito

Giulia Pompili

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pompili@ilfoglio.it

23 Ottobre 2017 alle 15:25

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Giulia Pompili

Giulia Pompili

Giulia Pompili è nata il 4 luglio. E' giornalista del Foglio dove scrive soprattutto di Asia – nel 2012 ha vinto il premio giornalistico "Umberto Agnelli" della Fondazione Italia Giappone. Recita a memoria i test missilistici di Kim Jong-un, ma pure le canzoni degli Afterhours. E' terzo dan di kendo.

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Commenti all'articolo

  • carlo schieppati

    24 Ottobre 2017 - 06:06

    Se si riarmano i giapponesi sono cazzi amari per tutti. Ne può venire qualcosa di buono: Se avessero potuto inviare un contingente per liberare i due connazionali rapiti e poi sgozzati dall'Isis, ne avrebbero sterminati un duecento mila.

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  • Giulioenrico

    24 Ottobre 2017 - 02:02

    Come un ottimo film sulla politica nipponica quale Shin Godzilla, perchè quello è e lo raccomando, il premier Abe è ben conscio dei problemi di ememndare la costituzione. Nonostante vi sia quella ben più semplice da un punto di vista popolare che permetta all'imperatore di abdicare. Il problema non è il parlamento, 2/3 con komeito o senza avrebbe i voti di Hope (conditio sine qua non che la vovernatrice fondatrice pose, tra l'altro agli ex democratici che in Hope convergevano a frotte), il problema è il referendum dopo l.approvazione della Dieta. Tutt'altro che scontato per la parte militare. Infatti Abe ha parlato di riunione con il comitato per le valutazioni costituzionali... eh Shin Godzilla... Kuroda vede il rinnovo ecco l'unico vero output delle elezioni

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    23 Ottobre 2017 - 17:05

    L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Quello di proteggere accuratamente il suo principio fondante “per eliminare il pericolo di un Benito 2.0, adottiamo il criterio dell’ingovernabilità come linea guida” Un partito o una coalizione che abbiano in Parlamento una compatta maggioranza di 2/3? Quando mai!!! Sarebbe la fine della nostra democrazia. Già, della nostra.

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