Il caso Olanda: duecento giorni senza governo, e non sentirli

L’elezione del 15 marzo ha infatti portato a un Parlamento frammentato con tredici partiti e nessuna maggioranza di governo: tuttavia nonostante l’impasse l’economia non è in subbuglio, anzi non avere un esecutivo non sembra rilevante

8 Ottobre 2017 alle 06:15

Il caso Olanda: duecento giorni senza governo, e non sentirli

Il primo ministro olandese Mark Rutte (foto LaPresse)

Roma. All’inizio dell’anno l’Olanda rischiava di ottenere l’infausto primato di nazione dove i partiti sovranisti avrebbero trionfato alle urne. Così non è stato. A marzo il partito di destra di Geert Wilders, Partito per la Libertà, non ha sfondato. Ma ora l’Olanda però sta per battere, e per davvero, un altro primato nella sua storia: quello del maggior numero di giorni senza un governo, senza peraltro che l’economia ne sia turbata in qualche modo.

 

L’elezione del 15 marzo ha infatti portato a un Parlamento frammentato con tredici partiti. E’ necessario l’accordo di almeno quattro partiti per formare una coalizione che permetta di avere una maggioranza in un’assemblea che conta centocinquanta seggi. Il Partito popolare per la libertà e la democrazia (Vvd), di centrodestra, del primo ministro Mark Rutte è stato il più votato, quello di Wilders il secondo. Il conservatore Appello cristiano democratico e i liberali di D66 al terzo. I restanti voti sono stati distribuiti su i rimanenti nove partiti.

Sono in corso discussioni da sei mesi con i media olandesi che hanno segnalato che un’intesa potrebbe essere vicina.

 

Se i negoziati proseguiranno infruttuosi fino al 9 ottobre saranno 208 giorni senza un governo in vigore, e l’Olanda romperà un record nazionale che resiste dal 1977. Secondo i calcoli di Politico.eu nella storia moderna olandese per formare una coalizione sono serviti in media 87,6 giorni – nel 1948, dopo la Seconda guerra mondiale, ne bastarono trentuno. Il record mondiale appartiene al Belgio dove sono serviti 541 giorni per formare un governo federale dopo le elezioni del 2010.

 

Tuttavia nonostante l’impasse l’economia non è in subbuglio, anzi non avere un esecutivo non sembra rilevante. “Non importa molto se abbiamo un governo provvisorio? No, onestamente non importa”, ha detto il capo economista della banca Ing Marieke Blom all’agenzia Bloomberg. “Per ora l’economia è in buone condizioni. Anche se ci sono cose che possono essere migliorate non credo siano urgenti”, ha detto. Quest’anno la crescita olandese sarà migliore di quella di Francia, Italia, Spagna, Germania e dell’Eurozona nel suo complesso. Il pil è previsto in crescita del 3 per cento a fine anno. Lo stato era intervenuto dopo la crisi finanziaria per nazionalizzare gli istituti in bilico e il mese scorso ha ridotto la sua posizione in Abn Amro e ha venduto la partecipazione nella principale assicurazione nazionale Asr Nederland. I motori storici dell’industria sono in marcia. Quest’estate la multinazionale dell’elettronica Philips ha annunciato una serie di acquisizioni tra cui quella dell’americana Spectranetics Corporation, di Colorado Springs, per 1,7 miliardi che rappresenta finora il suo terzo colpo più grosso nel settore sanitario. MarketAxess, una delle più grandi piattaforme di trading di obbligazioni societarie, ha scelto Amsterdam come base continentale quando il Regno Unito lascerà l’Unione europea. Una questione di affinità. L’Olanda è stata un alleato del Regno Unito nel proporre i regolamenti finanziari continentali.

 

Ma un paese non è un’azienda. Nella tradizione olandese la formazione di coalizione viene presa con cautela per essere sicuri che possa funzionare per i prossimi quattro anni – non solo per qualche mese – e senza contraddire il sentimento di una popolazione attenta a temi etici. Oltre a questioni dibattute in tutta Europa, come immigrazione o una maggiore integrazione comunitaria, i punti in discussione per la formazione di una coalizione di quattro partiti sono l’opportunità di legiferare sia sull’estensione della pratica dell’eutanasia per chi ha più di settant’anni sia sulla multiparentalità – se con inseminazione artificiale di una coppia gay deve esserci un terzo genitore. Questioni particolarmente problematiche per i partiti conservatori e di orientamento cristiano democratico. L’intenzione di coinvolgere esperti e società civile per avere un dialogo sulle questioni etiche, che non riguardano solo scelte politiche, può richiedere altro tempo. Una possibilità che l’Olanda si può permettere grazie alle riforme fatte in precedenza, che hanno consentito alla politica di mettere il pilota automatico.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • Beresina

    Beresina

    08 Ottobre 2017 - 19:07

    Il caso dell'Olanda dimostra l'assurdità delle critiche che sono fatto contro l'Italia perché sarebbe un paese in cui la sera delle elezioni non si può sapere chi ha vinto a altre idiozie del genere, con il leitmotiv che noi non saremmo un paese normale. Ma l'Olanda e si potrebbe aggiungere la Svizzera, la Norvegia, per non parlare anche della Germania, sono paesi normali? Quello che succede in Olanda mi ricorda una vignetta del Corriere della Sera di allora che nel mezzo di una delle solite crisi per cui in estate l'Italia era senza governo, si vedevano due sotto l'ombrellone che dicevano "godiamoci questo senso di pace e di tranquillità che viene dall'essere senza governo!" Naturalmente lo spirito anche allora era di critica verso il nostro sistema mentre adesso parlando dell'Olanda lo si fa con ammirazione, quasi come un modello da imitare... Giovanni Ceruti

    Report

    Rispondi

Servizi