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Sessantacinque anni di Putin, tra culto della personalità e proteste

Oggi è il compleanno del presidente russo. In suo onore arriva sul mercato un iPhone interamente placcato d'oro. E in strada si incontreranno (forse) le due anime del popolo: quella che lo ama e quella che lo odia

7 Ottobre 2017 alle 06:00

Sessantacinque anni di Putin, tra culto della personalità e proteste

Foto LaPresse

Čeburaška è un personaggio della letteratura sovietica per ragazzi. Nato dal genio di Uspenskij, è stato poi riadattato a cartone animato. E’ un animaletto piccolo dalle orecchie grandi, sembra quasi un koala, ma non lo è. E’ tremendamente goffo e Čeburaška non è neppure il suo nome proprio, bensì quello della sua specie, sconosciuta alla scienza. Ha un amico, il saggio coccodrillo Gena che lavora in uno zoo e suona benissimo la fisarmonica. Il giorno del compleanno di Čeburaška, il buono ed elegantissimo Gena decide di organizzargli una festa di compleanno. Nella piovosa cittadina grigia fare una festa è quasi un ossimoro, ma il coccodrillo e l’animaletto sconosciuto fanno gli inviti, agghindano la piccola casina, mettono una torta pannosa sopra al tavolo. Attendono. Attendono. E nessuno arriva. Così Gena prende la sua fisarmonica e sulle note amare dello strumento intona una delle canzoni più tristi sul compleanno mai inventate.

 

Non sarà così per Vladimir Putin, che oggi compie sessantacinque anni: a festeggiarlo ci saranno tutti. Anche Silvio Berlusconi sarebbe volato a Mosca, dove, tra le varie cose il presidente russo terrà una riunione con i membri del Consiglio di sicurezza e poi, ha fatto sapere il portavoce Peskov, avrà una giornata piena di colloqui telefonici. Ma soprattutto a “festeggiarlo”, ognuna a modo suo, saranno le due anime della Russia: chi lo ama e chi lo odia. Così ci sarà chi scenderà in strada per sfilare in una parata in suo onore e chi, invece, cercherà di manifestare contro di lui, rispondendo all’appello dell'oppositore Alexej Navalnyj, attualmente in prigione. Ma comunque la si voglia vedere, la giornata oggi ruoterà attorno a Vladimir Putin, ai suoi sessantacinque anni di età e ai diciassette da capo di stato. Attorno al quarto mandato che si sta avvicinando e che la maggioranza dei russi dice di volere.

 

Era il 2001, un anno dopo il suo insediamento, quando per le strade delle città cominciarono ad apparire i suoi ritratti. Qualcuno iniziò a denunciare una rinascita del culto della personalità che in Russia era morto nel 1953 insieme a Stalin. La faccia del presidente veniva stampata ovunque ed è diventata, con il tempo, un’espressione identitaria, un feticcio da souvenir. Con il tempo ha ricucito anche i rapporti con la chiesa ortodossa che mai ha osato contestare la rinascita del culto della personalità del presidente. Quando El’cin lo nominò primo ministro, aveva confuso il suo essere silenzioso, ombroso e impenetrabile con timidezza e ritrosia. Voleva un personaggio insignificante che gli consentisse di riprendersi la scena in qualsiasi momento e invece, non aveva capito nulla. Putin ha conquistato i russi, che tradizionalmente hanno sempre apprezzato di più i “personaggi senza volto” (per citare un libro di Masha Gessen) agli impulsivi chiacchieroni come lo stesso El’cin. Così, la strategia del silenzio ha sedotto il popolo e Putin è diventato un’icona. E come per tutte le icone, il compleanno diventa un rito collettivo. Una manifestazione popolare. In suo onore la società russo-italiana Caviar ha addirittura messo sul mercato un iPhone interamente placcato d'oro. Sessantacinque esemplari per i sessantacinque anni del presidente, ognuno dal costo di 3.150 euro. Disponibili in due versione, una rossa con un profilo di Putin e una nera con un suo ritratto e l’aquila bicipite, questi telefoni ripropongono un esperimento già fatto nel 2014 quando la società aveva lanciato sul mercato russo il Putinphone che ebbe un grande successo.

 

  

Chi lo ama oggi lo festeggia, chi lo detesta cerca di scendere in piazza e ci si aspetta che Putin abbia già dato l’ordine di impedire le proteste. E come il coccodrillo Gena al povero Čeburaška, anche al presidente russo, in passato, hanno dedicato una canzone per il suo compleanno. Non era romantica e malinconica, ma disco e chiassosa. Gliela dedicò un gruppo sconosciuto formato da sole donne. Il titolo: “Un uomo come Putin”.

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Commenti all'articolo

  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    07 Ottobre 2017 - 23:11

    Siamo nel centenario di Fatima, le apparizioni che (..se gli uomini non cesseranno di offendere Dio... Ma alla fine il mio cuore immacolato trionferà) predissero tutto quello che è avvenuto dalla rivoluzione d'ottobre 1917 fino ad oggi, e non è finita. Infatti non abbiamo mai cessato di offendere Dio, e nessun Papa consacrò la Russia malgrado l'avverarsi dei c.d. segreti. Fino a J.P.II che vi si decise il 25 marzo 1984 davanti alla statua della Madonnina di Fatima, in San Pietro. Da quella data: 1984 il 13 maggio s'incendia la base missilistica russa di Severomorsk; 1991 l'8 dicembre (l'Immacolata) Gorbacev riceve le lettere di secessione dei Presidenti di Russia Bielorussia e Ucraina, il 25 dicembre (Natale per noi) dichiara disciolta l'U.R.S.S. e alle 18 (ora dell'apparizione a Medjugorje) ammaina la Bandiera Rossa da Cremlino. Dunque Putin è nato il 7 ottobre (Lepanto, vittoria attribuita alla Madonna). Da quanto sopra, le date possono avere un significato biblico. Auguri!

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