I russi vogliono Putin anche nel 2018

Secondo un sondaggio del Levada Center, istituto di ricerca indipendente, si votasse oggi, il 67% dei cittadini sceglierebbe ancora il presidente. Si ricandiderà? Lui ha detto che scioglierà la riserva a novembre

 Putin 2018

Foto LaPresse

Anche se l’occidente si ostina a non crederci, i russi vogliono ancora Vladimir Putin al Cremlino. Le prossime elezioni si terranno nel 2018 e l’attuale presidente russo non ha ancora ufficializzato la sua candidatura. “Lo farò sapere a novembre”, ha detto a inizio agosto e da allora tutti aspettano. A Mosca ci sono già state delle manifestazioni davanti al palazzo presidenziale, cortei con bandiere russe e immagini di Putin per chiedergli di ricandidarsi. E lui probabilmente, anche visti gli ultimi sondaggi, lo farà.

 

Il Levada Center, centro di sondaggi non governativo e indipendente (in passato ha condotto diverse ricerche contro il Cremlino, soprattutto ai tempi della guerra in Cecenia), ha pubblicato ieri i risultati di un sondaggio pre elettorale. Il 67 per cento dei russi vuole ancora Vladimir Putin al Cremlino. Pensare che alcune settimane fa lo stesso centro aveva chiesto ai russi cosa ne pensassero della guerra in Siria e la maggioranza si era detta favorevole all'immediato ritiro delle truppe per scongiurare un secondo Afghanistan. Insomma, nonostante la Siria, le sanzioni e l’economia che non va a gonfie vele, il parere dei cittadini sullo zar non è mutato.

 

Già durante lo scorso settembre, il partito di Putin, Russia Unita, si era preso quasi tutta la Duma, la camera bassa del parlamento, con 340 seggi su 450. Il tentativo dei partiti di opposizione, Jabloko e il Kprf, il Partito comunista guidato da Zjuganov, di denunciare brogli, è stato vano: tutto si era svolto regolarmente anche se con un’affluenza un po’ più bassa rispetto a quelle del 2011. Il problema per Putin è tutto qui, perché la partecipazione alle elezioni del 2018 rischia di essere scarsa e questa è una delle partite che l'attuale presidente potrebbe perdere.

 

Ma il Centro Levada, ha fatto di più, ha chiesto ai cittadini se fossero disposti a votare per Andrei Semenov, il candidato supportato da Putin qualora il presidente non si candidasse, così come era stato per Dmitrij Medvedev nel 2008. Più del 18 per cento degli intervistati ha risposto di sì. Il 15 per cento ha risposto sì pur ammettendo di non conoscere il candidato. Si trattava però di una domanda trabocchetto, perché Andrei Semenov non esiste. E’ un candidato immaginario, inventato dai sondaggisti per tastare la fiducia in Putin. “E’ già una vittoria, i cittadini dimostrano di avere grande fiducia nel presidente”, ha commentato Dmitrij Peskov, portavoce del Cremlino. Effettivamente è così. Navalnyj esiste, qualche opposizione si muove per lo sterminato territorio russo, ma Putin è ancora amato. I russi, soprattutto nelle campagne, lo chiamano batjuska, padre. Lo stesso appellativo che il popolo ha sempre utilizzato per chiamare gli zar e i presidenti più amati.

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