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Ue al ballottaggio

Juncker non è più neutrale e tifa Macron. I numeri dell’europeismo in Francia (e molta prudenza)

25 Aprile 2017 alle 09:22

Ue al ballottaggio

Jean-Claude Juncker (foto LaPresse)

Bruxelles. Il presidente della commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha compiuto l’inusuale passo di dichiarare apertamente il suo sostegno a Emmanuel Macron in vista del secondo turno delle elezioni presidenziali in Francia, il 7 maggio, contro Marine Le Pen. Dalla cocente sconfitta nel referendum francese sul trattato costituzionale europeo del 2005 la commissione, prima con José Manuel Barroso e poi con Juncker, aveva applicato una rigida politica di “neutralità” nelle contese elettorali nazionali, comprese le consultazioni con enormi ripercussioni sull’Unione europea...

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David Carretta

Corrispondente a Bruxelles per Radio Radicale. Da nove anni copre le istituzioni europee e altri eventi internazionali e cura una rassegna della stampa internazionale. Dal 2004 collabora regolarmente con il Foglio, scrivendo di Europa, Nato, relazioni transatlantiche, politica francese e Belgio. E' stato militante radicale, assistente al Parlamento europeo e tesoriere di Non c'è Pace senza Giustizia. Dopo un decennio a contatto con le istituzioni europee, il suo euro-entusiasmo si è trasformato in euro-realismo: l'Europa è quello che è, ma se non ci fosse bisognerebbe inventarla. Così anche per i radicali.

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Commenti all'articolo

  • maurizio guerrini

    maurizio guerrini

    25 Aprile 2017 - 10:10

    Il comprensibile timore di perdere il posto di lavoro non dovrebbe far venir meno la storica prudenza degli euro burocrati che, così apertamente dichiarandosi, erodono le possibilità di Macron di vincere il ballottaggio.

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