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Il crollo della Francia in tre giorni

“Gli islamisti stanno testando le difese, provocando la repressione e cercando di trasformarsi in martiri dell’islamofobia per mobilitare i musulmani attorno a loro. Il loro obiettivo è quello di costruire un muro di odio in quelle ‘zone grigie’ in cui musulmani e ‘infedeli’ vivono fianco a fianco", scrive Valeurs Actuelles.

5 Novembre 2016 alle 06:18

Il crollo della Francia in tre giorni

(foto LaPresse)

Un fotomontaggio spettacolare adorna la copertina del settimanale francese Valeurs Actuelles: la Torre Eiffel e gli Champ de Mars in fiamme, con il fumo che sale in cielo. E’ la drammatica possibilità di una guerra civile in Francia. C’è anche un carro armato distrutto ai piedi dell’Arc de Triomphe. In un articolo firmato da Laurent Obertone ci si immagina “una guerra civile in un prossimo futuro e il crollo della Francia in tre giorni. E la Quinta Repubblica si conclude come aveva iniziato la prima: nel terrore”. Sarebbe una sorta di ritorno alla storia: “Due volte una civiltà musulmana ha quasi conquistato l’Europa ma due volte le mancava due cose per sopravvivere: una base di popolazione e l’adeguamento alle rivoluzioni tecnologiche”. Ma secondo il settimanale, “la combinazione di fondamentalismo e di una forte base demografica è un altro scenario”.

 

In questo contesto, da “Soumission” (Flammarion) di Michel Houellebecq, al romanzo “Guerilla” (Ring) di Laurent Obertone, la “letteratura rivela l’angoscia di una nazione e la nascita di un sentimento che mescola la paura e il fascino”. La guerra civile o la sottomissione, questa sarebbe la scelta. “Non è troppo tardi per evitare l’uno e l’altra”, scrive il settimanale. Il tema della guerra civile risuona nel profondo della coscienza francese. C’è la memoria della jacquerie del 1358, le guerre di Vandea, gli scioperi insurrezionali del 1947 sotto l’ispirazione comunista, prima ancora la guerra dei Catari e quella che oppose cattolici e protestanti.

 

“Gli islamisti stanno testando le difese, provocando la repressione e cercando di trasformarsi in martiri dell’islamofobia per mobilitare i musulmani attorno a loro. Il loro obiettivo è quello di costruire un muro di odio in quelle ‘zone grigie’ in cui musulmani e ‘infedeli’ vivono fianco a fianco. Una strategia teorizzata da Abu Musab al Suri, vicino ad al Qaeda, che nella chiamata alla resistenza islamica globale sostiene l’azione terroristica di piccole cellule sparse in tutto il paese”. Il terreno in Francia è già molto fertile: “Tutti possono vedere la proliferazione dei veli, il crescente rifiuto di stringere la mano alle donne, la violenza contro i medici che vogliono curare le donne musulmane velate, l’espansione di ghetti in cui gli islamisti e i loro alleati stanno seminando la loro legge. Davvero non ci sono i gruppi armati? Siamo sicuri? Le armi? Ce ne sono a palate nelle nostre città”. 

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