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In memoria di Khaled Assad

Il direttore del museo di Palmira ha scelto di morire assassinato il 18 agosto del 2015 piuttosto che sopravvivere da fuggiasco. Ebla, Nimrud, Palmira. Mostra romana al Colosseo per una cultura in armi.

16 Settembre 2016 alle 06:03

In memoria di Khaled Assad

Khaled Assad

Se lo Stato islamico non l’avesse decollato, Khaled Assad sarebbe venuto a Roma per benedire l’iniziativa internazionale presentata sotto il nome “Rinascere dalle distruzioni – Ebla, Nimrud, Palmira”, promossa dall’associazione Incontro di civiltà (Francesco Rutelli), patrocinata dall’Unesco, finanziata dalla fondazione Terzo Pilastro-Italia e Mediterraneo (Emmanuele Emanuele) e realizzata dalla Soprintendenza speciale per il Colosseo e l’Area archeologica centrale di Roma, con la partnership di Electa e Sky Arte HD. Si tratta di una mostra ospitata dal Colosseo – la inaugura il presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 6 ottobre, chiuderà l’11 dicembre – nella quale verranno esposti i lavori di ricostruzione in scala 1:1, affidati ad aziende italiane, di tre manufatti monumentali siriani brutalizzati dal fanatismo islamista: il Toro di Nimrud, l’antica metropoli assira; la sala dell’Archivio di Stato di Ebla e – ancora più rilevante sul piano simbolico – il soffitto del tempio di Bel a Palmira, città-santuario archeologica in cui Khaled Assad, direttore del museo locale, ha scelto di morire assassinato il 18 agosto del 2015 piuttosto che sopravvivere da fuggiasco. Assad è morto da eroe della cultura: catturato a maggio dai tagliagole islamisti e torturato a lungo, si è rifiutato di svelare informazioni sui nascondigli in cui giacevano opere d’arte che avrebbero alimentato il mercato nero dei suoi carcerieri.

 

Il suo cadavere decapitato è stato appeso a una colonna, lugubre monito di un rigor mortis senza volto né pietà. Davanti ai nostri occhi, mentre scriviamo, c’è una copia in lingua francese della guida illustrata ai monumenti di Palmira a firma di Assad, con una dedica cordiale e un biglietto da visita: “With my best wishes. Palmira 2/11/1969. Khaled Assad, Director of the Museum of Palmyra”. I suoi migliori auspici sono precipitati con lui nell’Ade, donde nessuna rievocazione varrà a riscattarlo. Eppure l’impresa dell’ex sindaco e ministro della Cultura Rutelli, fiancheggiata dal mecenatismo del prof. Emanuele, di là dal suo valore artistico sta qui a solennizzare una pedagogia della memoria di cui Roma sa essere tenace guardiana anche con le poche preziose risorse a disposizione.

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