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Come salvare i nuovi martiri

"Non abbandonarsi a una retorica vuota"

Non più Mosul o Aleppo: la guerra arriva sugli altari delle chiese europee. Il dialogo basta per difendersi dal jihad? La Chiesa e la ricerca di una terza via. Girotondo d’idee.

28 Luglio 2016 alle 13:00

"Non abbandonarsi a una retorica vuota"

Papa Francesco (foto LaPresse)

La strage del 14 luglio a Nizza, gli attentati in Germania, la barbara uccisione di padre Jacques Hamel vicino Rouen. Sono eventi terribili che evidenziano di che cosa è capace l’uomo quando si lascia dominare dalla irrazionalità e dall’odio. Eventi che non possono essere compresi se ci si abbandona a una retorica vuota e ripetitiva e non si ha il coraggio di interrogarsi sul perché di questi tragici eventi. Bisogna avere l’onestà di riconoscere che nel Corano sono presenti espressioni che necessitano di essere spiegate, perché ambigue e fuorvianti.

 

Il mondo occidentale ha rinnegato le proprie origini e ha perso la capacità di divenire propositivo di un vero umanesimo. E’ urgente, da parte della Chiesa, aiutare le persone e le singole comunità a ritrovare se stessi. Avere un’identità non significa essere intolleranti, ma divenire capaci di vero dialogo e di proporre una visione positiva e bella della vita. E questo è proprio del cristianesimo, perché trova la sua origine in Cristo l’uomo vero perfetto. Come ci ricorda il Concilio Vaticano II, chi incontra Cristo uomo perfetto diventa a sua volta più vero.

 

 

Mons. Francesco Cavina è vescovo di Carpi

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