cerca

Nella nuova Turchia di Erdogan i nemici sono l'esercito e i professori

Fallito il golpe del 15 luglio, ecco la resa dei conti del sultano: i numeri delle epurazioni

20 Luglio 2016 alle 17:14

Nella nuova Turchia di Erdogan i nemici sono l'esercito e i professori

Turchia, sostenitori di Erdogan impiccano un fantoccio di Gulen, durante una manifestazione in piazza a Istanbul (foto LaPresse)

"Elimineremo il virus da tutte le istituzioni pubbliche". L’ultimo appello di Erdogan, dopo il fallimento del tentato golpe del 15 luglio, porta alla memoria i ricordi del putsch del generale Kenan Evren che nel 1980 diceva: “Se non impiccate quelli che lo meritano, si propagheranno come un virus”. La “cura” questa volta sembra meno sanguinaria, nonostante il bilancio dell’insurrezione sia di oltre 260 morti e sia stata ventilata l’ipotesi di reintrodurre la pena capitale, abolita nel 2001 per compiacere l'Europa.

 

La scure del presidente turco si è abbattuta su esercito, amministrazione pubblica e istruzione: una purga colossale che ha falcidiato otto alti funzionari del parlamento turco, oltre 14 mila tra militari e poliziotti, quasi tremila magistrati e, in numero spaventosamente più alto, insegnanti (21mila) e rettori di università (1500), ritenuti legati al movimento dell’imam Fetullah Gulen, vertice del movimento Hizmet, indicato dal capo di stato come il mandante del fallito golpe. E in piazza Taksim, che fu teatro delle proteste anti-governative, oggi compare lo striscione “Feto (Gulen, ndr), cane del diavolo, impiccheremo te e i tuoi cani allo stesso guinzaglio”. Sempre oggi si terrà la riunione dell’Mkg, l’alto consiglio di sicurezza turco, che secondo indiscrezioni potrebbe istituire tribunali speciali, prolungare i fermi di polizia e stabilire un istituto per vagliare tutti i dipendenti della pubblica amministrazione.

 



 

Dopo gli arresti tra le fila dell’esercito, il giro di vite colpisce il mondo dell’istruzione, accusato di vicinanza a Gulen. Il movimento del predicatore, che dal 1999 si trova in esilio volontario negli Stati Uniti, controlla infatti numerose associazioni professionali e studentesche, onlus, scuole, università e possiede un impero mediatico. La resa dei conti arriva con l’annunciata sospensione di 15.200 tra funzionari del ministero dell’educazione e insegnanti delle scuole pubbliche, che vanno ad aggiungersi ai quasi 9000 licenziamenti nel ministero dell'Interno e ai più di 2.500 di altri dicasteri. Secondo una fonte del Foglio, all’interno di un’importante università turca, il Consiglio per l'Istruzione superiore ha vietato fino a nuovo ordine ogni spostamento all'estero dei professori universitari, ai quali sarebbe stata ritirata la carta verde. “Dopo il colpo di stato mancato – spiega al Foglio la fonte, che chiede di restare anonima - c’è stato un colpo di stato civile per mano di Erdoğan. Sono stati annullati i congedi di tutto il personale accademico: non sappiamo esattamente cosa succederà in seguito, ma la situazione non sembra affatto tranquilla. I sostenitori dell’Akp sono sempre per le strade e dalle moschee non cessano di lanciare i loro appelli”.



Sostenitori dell'Akp in piazza a Istanbul (Foto LaPresse)


Controlli anche sui media: a 34 giornalisti è stato ritirato il tesserino professionale, ed è stato aperto un fascicolo contro 370 dipendenti e cronisti della televisione pubblica Trt. Preoccupa la comunità internazionale anche l’indebolimento dell’esercito, vista la crucialità della Turchia nella sicurezza e nella lotta al terrorismo dell'Isis. Proprio ieri, nel giorno simbolico dell'anniversario del cessate il fuoco con i curdi, gli F-16 di Ankara hanno bombardato postazioni del Pkk al confine iracheno. Erdogan vuole dimostrare che la sicurezza del paese sarà garantita nonostante il tentato golpe.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi