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Brexit, l’impegno di ogni cittadino europeo

Oggi si vota, le profezie sul futuro del Regno Unito e nostro sono molte. Alcuni politici, esperti e giornalisti ci dicono come dovrebbe essere un’Ue che funziona, tra integrazione e risentimento.

23 Giugno 2016 alle 11:31

Brexit, l’impegno di ogni cittadino europeo

La campagna per il "remain" (foto LaPresse)

Oggi si vota nel Regno Unito al referendum sulla permanenza nell’Unione europea. In gioco non c’è soltanto lo status britannico ma il futuro di tutto il continente. Abbiamo chiesto ad alcuni esperti internazionali che cosa pensano di questa consultazione e soprattutto come immaginano, come sognano, un’Europa che funziona. Per alcuni la Brexit è un’opportunità anche per il continente, per altri un disastro, tutti dicono che è necessario, comunque vada, reagire in fretta. Ecco l'intervento di Evelyn Roll. Tutti gli altri interventi sono disponibili nel Foglio di oggi, che potete scaricare qui.

 


 

L’Unione europea che sogno è un’Ue fatta di cittadini europei. L’Ue ha disperatamente bisogno di cittadini europei che si impegnino in prima persona per impedire che il progetto europeo vada in mille pezzi. Deve essere un impegno consapevole, certo anche critico, ma comunque attivo. Sogno un cittadino europeo che ogni mattina guarda la cartina geografica e cerca l’Europa. Il suo continente, che nei fatti non è più di una penisola slabbrata. Perché così appare al resto del mondo. E poi va a cercare il proprio paese. Italia, Germania, Croazia che sia, sono tutti non più grandi di un’unghia.

 

Un microcosmo posto di fronte a sfide considerevoli: i terroristi dello Stato islamico, gli ingenti flussi finanziari, le grandi compagnie globalizzate che fanno il bello e cattivo tempo sopra le teste dei nostri governanti nazionali. E poi si immagina come il proprio paese, non più grande di un’unghia sulla cartina geografica, prova ad affrontare uno solo di questi problemi. Ecco se ogni europeo dedicasse un attimo della sua giornata a riflettere su ciò, non potrebbe che arrivare a un’unica conclusione: dobbiamo restare uniti. E’ vero ed è stato scritto migliaia di volte, sono molte le cose che questa Unione europea dovrebbe cambiare, migliorare, a iniziare dal deficit democratico. Ma credo che ora come ora il compito di ognuno di noi, di ogni europeo, debba essere quello di dare attivamente una mano ai politici, affinché questa struttura non si sfasci.

 

Evelyn Roll è giornalista e scrittrice, autrice di una biografia di Angela Merkel e del pamphlet “Siamo noi l’Europa!” (testo raccolto)

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