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La caduta dei giustizialisti della Mani Pulite spagnola

Il segretario dell’associazione anti-corruzione Manos Limpias, Miguel Bernad, annuncia lo scioglimento del movimento. E’ in carcere, accusato di estorsione. Baltasar Garzòn, “il Di Pietro iberico”, destituito per illeciti.

26 Aprile 2016 alle 15:06

La caduta dei giustizialisti della Mani Pulite spagnola

Foto LaPresse

Il segretario generale di Manos Limpias (un’associazione di funzionari pubblici spagnoli costituita nel 1995 ispirandosi all’attività di Antonio Di Pietro, e che ha presentato centinaia di denunce anticorruzione), Miguel Bernad Remón, ha comunicato l’intenzione di sciogliere l’organizzazione e di ritirare il centinaio di denunce che sono state presentate in vari tribunali spagnoli, compresa quella che riguarda la sorella del re, l’infanta Cristina e suo marito. Lo ha fatto dalla prigione di Navalcarnero, in cui è recluso con l’accusa di estorsione, commessa insieme al presidente di un’associazione di utenti dei servizi bancari. Manos Limpias avrebbe minacciato di presentare denunce nei confronti di diversi istituti bancari, salvo rinunciare in cambio di denaro, anche sotto forma di pubblicità.

 


Il segretario generale di Manos Limpias Miguel Bernad Remón


 

L’associazione, che sembra avviata a una fine ingloriosa, nel corso degli anni ha animato la cronaca giudiziaria e scandalistica con numerose iniziative, comprese quelle contro il “concorrente” Baltasar Garzòn, il giudice che la stampa spagnola aveva denominato come il Di Pietro iberico, a sua volta poi destituito dal consiglio supremo del potere giudiziario per illeciti.

 


L'ex giudice Baltasar Garzòn (foto LaPresse)


 

Anche se l’orientamento politico di Bernad è di estrema destra, come testimonia la sua nomina a cavaliere d’onore della Fondazione nazionale Francisco Franco, nell’ultimo periodo ci sono stati contatti tra Manos Limpias e avvocati che presentano denunce nell’ambito della campagna scandalistica animata da Podemos, la formazione degli “indignados” di estrema sinistra capeggiata da Pablo Iglesias.

 

La notizia dello scioglimento del movimento (che ha forma di associazione sindacale) ha colto di sorpresa gli aderenti, alcuni dei quali hanno comunicato l’intenzione di riprendere comunque l’attività, e di portare avanti le denunce, nonostante il ritiro del leader dell’organizzazione. Tuttavia la scoperta dei traffici estorsivi, o comunque della contrattazione condotta con i destinatari delle denunce, ha compromesso in modo insanabile la credibilità del movimento giustizialista.

 

La stessa sorte probabilmente toccherà all’organizzazione sorella, l’associazione degli utenti bancari, che aveva avuto grande popolarità nelle proteste contro i sequestri seguiti alla crisi bancaria degli anni scorsi, anch’essa implicata nella vicenda di estorsioni.

 

L’ondata scandalistica sollevata dalle numerose denunce di Manos Limpias e dell’Ausbanc, però, ha contribuito a creare il clima di discredito delle istituzioni che ha portato alla condizione di ingovernabilità che caratterizza ora la Spagna, che difficilmente sarà superata in tempi brevi.

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