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Fabien Clain, il jihadista che ha rivendicato l'attacco di Parigi

Ricostruendo la vita del terrorista esce la mappa del jihadismo francese, con base a Tolosa. L’amicizia con Merah (poi negata), la cellula inviata in Iraq, il Belgio e il Bataclan

18 Novembre 2015 alle 20:15

Fabien Clain, il jihadista che ha rivendicato l'attacco di Parigi

Fabien Clain

Milano. Fabien parla, Jean-Michel canta. I fratelli Clain, 37 e 34 anni circa, originari della Réunion e cresciuti a Tolosa, nel quartiere Mirail, hanno prestato la loro voce per l’audio di rivendicazione degli attacchi di Parigi da parte dello Stato islamico. Fabien spiega che gli obiettivi per colpire “la città della perversione e dell’abominio” sono stati scelti “minuziosamente”, Jean-Michel canta il “nashid” che apre e chiude il messaggio. Fabien, conosciuto come Omar, è il più famoso, dalla sua conversione all’islam nel 2000, a 22 anni, la sua storia si intreccia con il jihadismo in Europa. Ricostruendola, si incontrano nomi noti (Mohammed Merah, l’attentatore di Tolosa), predicatori celebri (Farouk Ben Abbes, belga di origini tunisine, e Hakim Benladghem, legionario francese di origini algerine ucciso dalla polizia belga nel 2013), il Belgio (dove i fratelli Clain soggiornarono per un periodo nel 2003, frequentando il gruppo belga-tunisino di Murielle Degauque, morta nel novembre del 2005 in un attentato suicida a Baghdad), e il Bataclan. Fabien voleva colpire la sala concerti nel 2009, perché i proprietari erano ebrei e avevano l’abitudine di celebrare ogni anno il Magav, la polizia di frontiera di Israele.

 

Nel quartiere Mirail di Tolosa li conoscevano tutti, i Clain, li chiamavano il “clan dei Belfagor”: barbe lunghe, mogli con il burqa, vendevano oggetti islamici al mercato del rione, e lì Fabien cercava di iniziare i giovani all’islam. Manipolatore, talentuoso nel convertire chiunque passasse dalla bancarella, dicono di lui. Fabien a processo, nel 2009 (prese cinque anni di carcere per aver aiutato un gruppo di ragazzi ad andare in Iraq a combattere con al Qaida tra il 2005 e il 2006, ne fece soltanto tre, si rifece una vita in Normandia con la famiglia, ora sappiamo che è in Siria), disse: “Ho conoscenze religiose a sufficienza da convincere una persona indecisa”. Alcuni dei suoi discepoli del jihad hanno detto che era bravissimo soprattutto a mandare gli altri a morire.

 

Nei dettagli della vita a Tolosa ci sono anche intrecci da soap opera, non soltanto si combatteva il jihad insieme, ci si sposava per stringersi ancora più forte: il papà di Sabri Essid, cognato di Merah, ha sposato la mamma dei fratelli Clain e quella dei fratelli Merah (il primo contatto di Fabien, nel giro di Merah, non è stato Mohammed ma il fratello Abdelkader). Sabri Essid, che oggi ha trent’anni, è arrivato in Siria nella primavera del 2014 assieme ad altri islamisti venuti dalla Francia: lo si vede in un video dello Stato islamico in cui un ragazzo, identificato come suo genero (un genero di 13 anni), uccide un arabo israeliano accusato di essere del Mossad. Relazioni famigliari a parte, i legami della cellula jihadista di Tolosa sono molto stretti. Nel libro “Merah. L’itinéraire secret”, il giornalista Alex Jordanov racconta le lettere, intercettate dalla polizia penitenziaria, tra Fabien e Mohammed Merah, il quale era molto rattristato per l’incarcerazione del suo amico “Omar”: nel momento del carteggio, anche Merah era in carcere, per reati minori, e faceva arrivare le sue lettere a Fabien attraverso Jean-Michel, il cantante dell’audio della rivendicazione.

 

[**Video_box_2**]Ma nel 2012, qualche mese dopo l’attentato di Merah alla scuola ebraica di Tolosa, Fabien disconosce quell’amicizia, denunciando gli autori di un documentario in cui si racconta la connection di Merah: “Non sono mai stato conoscente di Merah, quando lui ha ammazzato quelle persone, ero in prigione ed è lì che ho scoperto dell’attentato”.
Nel 2014 Fabien non è più nei radar dei servizi segreti francesi (se radar si possono chiamare): ricompare nel 2015, quando uno studente algerino, Sid Ahmed Ghlam, è interrogato a Parigi dopo che si è sparato una pallottola in una gamba preparandosi a colpire le persone che stavano uscendo dalla messa a Villejuif, nella Val-de-Marne. Lo studente era in contatto con due membri francesi dello Stato islamico, indottrinati a distanza da Fabien Clain, prima di raggiungere la Siria all’inizio del 2015: a quell’attentato sventato avrebbe partecipato, ma per ora è soltanto un dubbio, Abdelhamid Abaaoud, considerato la mente degli attacchi di Parigi.
 

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