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Chi macella gli ebrei

Lo Stato islamico ai palestinesi: ribellatevi ai vostri leader e fate la guerra a Israele in nome dell’islam

19 Ottobre 2015 alle 20:30

Chi macella gli ebrei

Lo Stato islamico chiede ai palestinesi di rinunciare alla bandiera (immagine presa dal video appello dello Stato islamico)

Roma. Lo Stato islamico lancia in rete un messaggio ai palestinesi: ribellatevi ai vostri partitini e ai vostri capetti e fate la guerra a Israele in nome dell’islam e non più in nome di un’“identità palestinese”. L’incitamento fa parte di una campagna ben orchestrata dal gruppo per glorificare su internet l’ondata di violenze palestinesi contro gli israeliani, che in questi giorni circola sotto l’hashtag #sgozzagliebrei. Il verbo arabo che compare nell’hashtag – nahara – è usato per la macellazione degli animali e indica nel linguaggio religioso islamico il taglio della gola durante i sacrifici.

 

Tra domenica e lunedì sono usciti otto nuovi video-appelli, prodotti da diverse “amministrazioni locali” dello Stato islamico, e sono tutti variazioni sul tema. Si tratta a suo modo di una novità, perché il gruppo estremista che ha le sue basi più grandi in Iraq e Siria fino a due giorni fa si era tenuto ai margini del conflitto – anche se ovviamente citava Gerusalemme e l’odio contro gli ebrei nella propaganda. Gli speaker, alcuni in passamontagna e altri a volto scoperto, aizzano l’Intifada dei coltelli, si intestano la paternità spirituale degli attacchi e provano a scavalcare i leader dei partiti locali, al Fatah e Hamas. Abbondano gli spezzoni che mostrano Abu Mazen, capo dell’Autorità nazionale palestinese, assieme al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, per screditarlo. Lo stesso trattamento è riservato ai capi di Hamas, Ismail Haniyeh e Khaled Meshaal, mostrati in compagnia dei loro sponsor iraniani, che sono sciiti e quindi per gli ideologi dello Stato islamico hanno lo stesso “potere degradante” di Netanyahu, compromettono ciò che toccano.

 

Il messaggio più interessante in questi video-appelli dello Stato islamico non è la propaganda di guerra contro Israele, che è piuttosto ovvia e fatta di soldati che piangono, bare avvolte nella bandiera biancazzurra, fotomontaggi con militari che bruciano tra le fiamme dell’inferno, Bush che riceve un gruppo di rabbini nella Sala Ovale della Casa Bianca e ride assieme a loro – tutta roba didascalica. Sono molto sfruttate anche le scene degli attacchi prese dalle telecamere e poi rilanciate dai telegiornali e dai siti di news. Piuttosto, il messaggio interessante è che lo Stato islamico si premura di rivelare ai palestinesi che per tutti questi anni hanno portato avanti la loro lotta in un modo sbagliato: troppo nazionalismo, troppi pugni alzati davanti ai fotografi o ancora peggio le dita a V nel segno della vittoria, troppe bandiere della Palestina oppure di partito – anche quando sono quelle verdi di Hamas con le citazioni del Corano e l’epica del martirio.

 

[**Video_box_2**]La dottrina che viene in video da Iraq e Siria punta a una “rieducazione” del jihad palestinese verso lo stesso islamismo di Raqqa e Mosul. Lo Stato islamico chiede agli arabi di Gaza e della West Bank di rinunciare all’antica “degenerazione nazionalista” e di agire secondo (quello che loro ritengono) il loro proprio modello di autenticità. Quindi bandiera nera con il sigillo di Maometto al posto della bandiera a quattro colori, unico segno consentito l’indice dritto (indica il monoteismo, pilastro dell’islam), soppressione della cosiddetta “hizbeya”, vale a dire del partitismo e ddella la fiducia nei partiti, considerata come eresia anti islamica. Dove c’è un califfo non ci sono elezioni, e in definitiva la Palestina per Baghdadi non esiste, se non come regione amministrativa.

 

E’ ancora presto per dire se questo messaggio, che ha già dimotsrato di essere seducente, sta penetrando tra i palestinesi. Hamas è sulla difensiva e da ormai un anno sta facendo la guerra ai gruppuscoli ultra estremisti e filo Baghdadi  dentro la Striscia di Gaza, Abu Mazen per ora ha avuto meno problemi,  ma il suo controllo si sta affievolendo.

 


Lo Stato islamico chiede ai palestinesi di rinunciare alle bandiere di partito, anche se sono quelle verdi di Hamas, e a qualsiasi segno che non sia quello islamista del monoteismo (l'indice dritto). Immagini prese dalla campagna video dello Stato islamico per aizzare i palestinesi a continuare e a espandere gli attacchi con i coltelli contro gli israeliani


 

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