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Le nuove grane giudiziarie (e uno strano sito elettorale) che mettono in crisi Marine Le Pen

Secondo quanto rivelato dal Monde è indagata assieme a due pezzi grossi del suo cerchio magico come Nicolas Bay e David Rachline ed è attualmente sotto inchiesta per il presunto "finanziamento illecito" del Front national.

10 Aprile 2015 alle 18:00

Le nuove grane giudiziarie (e uno strano sito elettorale) che mettono in crisi Marine Le Pen

Marine Le Pen (foto LaPresse)

Parigi. Prima che la notizia dell’indagine contro Marine Le Pen per finanziamenti illeciti occupasse tutte le home page dei giornali francesi, il sito del momento in Francia era jeanmarielepen2017.com, pagina elettorale che ha scatenato l’impazzimento nelle redazioni di mezzo paese. L´anziano parà si ricandida, hanno pensato tutti, "Menhir" ritenta l´exploit del 2002, il padre sfida la figlia per la cavalacata verso all´Eliseo, Jean-Marie prepara la sua ridiscesa in campo e altre castronerie dello stesso tenore sono apparse sui siti di numerosi giornali, che hanno trasformato una paginetta web in gloria di Jmlp messa su da un manipolo di nostalgici nel sito che annunciava l´imminente campagna del patriarca della destra identitaria francese in vista delle prossime presidenziali. Sul Point si sono addirittura lanciati in un´analisi dell´"annuncio": "E’ la prova che i recenti 'dérapages' di Menhir non sono altro che il frutto di una strategia ben ponderata". No, non c´è nessuna strategia in prospettiva 2017 per Jean-Marie Le Pen, contro il quale Marine ha annunciato ieri su Tf1 di aver avviato una procedura disciplinare di espulsione dal partito, in seguito alle crepe irreparabili aperte dall´intervista a Rivarol. Ma è una prova in più della crisi di maturità del Front National, a cui oggi si è aggiunto un gran rompicapo di carattere giudiziario.


Secondo quanto rivelato dal Monde, Marine Le Pen assieme a due pezzi grossi del suo cerchio magico come Nicolas Bay, (eurodeputato e segretario generale del Fn) e David Rachline (senatore e sindaco di Fréjus), è attualmente sotto inchiesta per il presunto "finanziamento illecito" del Front national durante la campagna presidenziale del 2012. L´affaire, che riguarda anche la campagna di alcuni candidati frontisti per le cantonali del 2011 e le legislative del 2012, è stato rivelato nella primavera del 2014 dai magistrati Renaud Van Ruymbeke e Aude Buresi, ma allora la presidente frontista non era ancora coinvolta. Secondo i nuovi risvolti dell´inchiesta, Marine avrebbe assunto in maniera fittizia e con contratti a tempo determinato Bay e Rachline, avvalendosi della Riwal, società di comunicazione e principale "prestatrice di servizi" del Front national, il cui proprietario è Frédéric Chatillon, indagato per "finanziamento illecito ad un partito", il Front appunto, ma anche Jeanne, il micropartito personale di Marine Le Pen.


[**Video_box_2**]Il Monde scrive che Bay, portavoce di Marine durante la campagna per le presidenziali, sarebbe stato impiegato fittiziamente dalla Riwal per due mesi, maggio e giugno 2012, in qualità di "ideatore e redattore" ricevendo una remunerazione pari a 6.061 euro più altri 952 di straordinari. Rachline, consigliere per la comunicazione nel 2012, ne avrebbe invece percepiti nello stesso periodo 4.306 con 342 di bonus, per rivestire il ruolo di "responsabile del progetto". Gli emolumenti incassati dai due dirigenti vicini a Marine potrebbero dunque, secondo i due magistrati, essere legati a un finanziamento illegale della campagna elettorale, se si giungesse a certificare che erano pagati da una società privata ma lavoravano in realtà per l´allora candidata Le Pen.


L´evoluzione dell´indagine di Van Ruymbeke e Buresi piomba in un momentaccio per il Front national e va ad aggiungersi a un´altra grana giudiziaria che sta investendo il partito da un mese a questa parte. E’ infatti in corso un´indagine del Parlamento europeo sui presunti abusi riguardanti i contratti di venti assistenti del gruppo frontista in Europa (sedici a Strasburgo e quattro a Bruxelles). I quali, pur figurando nell´organigramma del Front National nel ruolo di funzionari di partito, sarebbero pagati dall´Europa. Il regolamento del Parlamento europeo lo vieta, prevedendo salari solo per i portaborse. L´Olaf, l´Ufficio antifrode europeo, ha rilevato, in seguito a una prima indagine, che nei contratti di dieci dei sedici assistenti di Strasburgo figura come principale luogo di lavoro la sede del Fn a Nanterre, alle porte di Parigi. Il famigerato "Carré", dal quale papà Jean-Marie potrebbe presto traslocare.

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