Editoriali

Da Agi ad Agenzia Angelucci: una mossa trasparente

Redazione

Il senatore leghista potrebbe acquisire l’Agenzia di stampa. Un progetto editoriale contro cui non ha senso evocare fantasmi: la destra esiste, elettoralmente, politicamente e socialmente

Con una meritoria operazione di impegno editoriale e di trasparenza politica il senatore leghista Antonio Angelucci potrebbe presto acquisire l’Agi, l’Agenzia di stampa nata e cresciuta avendo l’Eni, durante tutte le sue stagioni, come editore di riferimento. La multinazionale dell’energia è notoriamente sempre meno attaccata a quella sua propaggine giornalistica, ma ieri ha comunque fatto sapere che non ci sono trattative in corso con il gruppo Angelucci. Una smentita formalistica che non ferma né le voci di mercato né lo schieramento contrario alla vendita. Il comitato di redazione resta mobilitato, ma si levano proteste anche dalle colonne dei giornali già appartenuti o tuttora appartenenti a proprietari di cliniche, dettatori di linea politica di partiti, imprenditori rapaci dell'energia e campioni mondiali di conflitto d’interessi triplo e di decathlon relazionale.
 

L’investimento di Angelucci sarebbe solo più smaccatamente politico, e in questo modo porterebbe una apprezzabile dose di chiarezza nella confusa editoria di destra. Ai proprietari di cliniche Angelucci piace investire nei giornali. Tutti sanno che sono loro il Giornale, Libero e il Tempo. Un’agenzia aumenterebbe le loro responsabilità, non darebbe loro licenza di inquinare chissà come l’informazione italiana. La destra esiste, elettoralmente, politicamente e socialmente. Meglio che si mostri sui suoi giornali e anche nell’impegno continuo di chi edita un’agenzia con copertura capillare e ramificata del paese. La tradizione della stampa anglosassone è ricca di editori con dichiarati e palesi ruoli politici, non si potrà utilizzare questa volta il riferimento al mercato editoriale in lingua inglese per contrastare lo sbarco angelucciano. Mentre va visto comunque con interesse l’investimento, serio e di prospettiva, per mantenere il lavoro fondamentale del giornalismo d’agenzia, uno dei baluardi a difesa dell’informazione contro le improvvisazioni e certa sciatta disinvoltura.

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