Ansa

strategie e prospettive

I media di Elkann attaccano il governo, Stellantis chiede aiuti sulle auto

Stefano Cingolani

Entro fine mese, è in arrivo un nuovo piano per arrivare all'obiettivo di un milione di auto prodotte in Italia mentre si discutono possibili aiuti pubblici. L'ad Tavares: "Sono fiducioso che insieme ad Adolfo Urso creeremo le condizioni per invertire la tendenza al calo dei volumi di produzione"

Entro la fine del mese, i tecnici di Adolfo Urso e di Carlos Tavares produrranno un piano per aumentare la produzione italiana di automobili del gruppo Stellantis. Il governo vuole arrivare a un milione di vetture, come in Francia, anche se realisticamente non sarà possibile di qui a un anno. Ma la mitica cifra non è più tabù nemmeno per il gruppo franco-italiano che, nel comunicato emesso al termine dell’incontro tra il ministro del made in Italy e il capo di Stellantis, fornisce una mappa dettagliata di quel che intende fare. Tavares si è dichiarato “fiducioso che insieme ad Adolfo Urso creeremo le condizioni per invertire innanzitutto la tendenza al calo dei volumi di produzione nei due anni a venire e per costruire la road map per produrre un milione di veicoli in Italia”. Una strada lunga visto che oggi siamo solo a 473 mila l’anno. Il ministro ha donato al manager portoghese una copia della Costituzione sottolineando gli articoli 1 (l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro) e 41 (“L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno”). Tavares ha reagito con souplesse: “Siamo totalmente in linea con entrambi gli articoli”, ha dichiarato. Dopo mesi di stoccate, duelli verbali, polemiche su un possibile intervento dello stato italiano per pareggiare il peso di quello francese (ipotesi rifiutata seccamente da John Elkann presidente e maggiore azionista di Stellantis) quello di ieri aveva l’aria di un nuovo inizio. 

Il gruppo di lavoro congiunto si baserà sul documento discusso già dal ministro con i presidenti delle sette regioni interessate, saranno consultati i sindacati (i metalmeccanici scioperano proprio oggi) e l’Anfia, l’associazione industriale della filiera automobilistica. Ci saranno incentivi? Il governo italiano fornirà aiuti come quello francese e sotto quale forma? Stellantis nel suo comunicato definisce l’incontro romano “molto produttivo”, confida “nell’intelligenza collettiva”, fa appello a “uno spirito di squadra” e al “necessario atteggiamento di buona volontà”, non risparmia frecciate alle fughe in avanti europee e parla di “costruire insieme un progetto globale per l'Italia che tenga conto di diversi fattori come le previsioni di mercato, l'accessibilità economica delle auto per i clienti italiani, l'impatto di normative come l’Euro 7 sulla Fiat Panda, gli incentivi per mantenere la competitività italiana come il costo dell’approvvigionamento energetico e il costo di trasformazione”. Dunque gli aiuti pubblici dovrebbero concentrarsi sull’energia e sul costo del lavoro. Tuttavia, c’è anche un riferimento esplicito alla necessità di migliorare le condizioni produttive. 

Stellantis ribadisce che Melfi è il cuore della nuova strategia, lì verrà prodotto un quinto modello oltre ai quattro già annunciati. “Si tratterà di modelli premium di alto valore per marchi stranieri, più uno italiano sulla nuovissima piattaforma STLA-M”. Ci sarà la nuova Lancia Gamma ammiraglia 100% elettrica prevista per il 2026. Ma ciò potrà avvenire “previo miglioramento delle prestazioni”. Se il diavolo s’annida nei dettagli, questo non è certo un dettaglio di poco conto; qui si concentrerà il confronto con i sindacati e in particolare con la Fiom. Qualcosa del genere disse Sergio Marchionne nel 2010 quando si trattava di rilanciare e potenziare Pomigliano d’Arco. Basta leggere il paragrafo successivo in cui si ricorda che “Melfi beneficia di investimenti a tripla cifra per sostenere il progetto di trasformazione Melfi fits for five". E si invoca “il supporto di tutti gli stakeholders contro lo status quo”. I maligni si chiedono se la Repubblica e la Stampa staranno con Landini, con Tavares o con Urso. O saranno indipendenti come ha promesso Elkann. L’impegno di Stellantis non sarà tutto sull’elettrico anche perché il progetto di Urso è sostituire progressivamente gli undici milioni di veicoli più inquinanti. Una nuova rottamazione con sostegni pubblici? Per ora non si può dire, ma nel governo se ne sta discutendo.