Foto LaPresse

editoriali

Una rete per Eurovita: ecco l'amministrazione straordinaria

Redazione

Scatta il provvedimento del ministro Urso per evitare la crisi. Intanto si prepara un bailout di sistema: segnali di apertura da Poste Italiane

Il ministero delle Imprese guidato da Adolfo Urso ha disposto – su richiesta dell’Ivass, l’autorità di vigilanza  sulle assicurazioni –  l’amministrazione straordinaria per Eurovita. Un provvedimento atteso da Palazzo Chigi visto che oggi scade la gestione provvisoria scattata a fine gennaio, quando l’Ivass ha constatato la indisponibilità della proprietà, il fondo di private equity Cinven, di intervenire con un aumento di capitale sufficiente a ripristinare gli indici di solvibilità. Intanto, Poste Italiane ha lanciato un primo segnale di apertura a un suo possibile intervento nel piano di salvataggio. “Su Eurovita va trovata una soluzione di sistema, siamo pronti a sentire di cosa si tratta”, ha detto l’amministratore delegato Matteo Del Fante.

Le pressioni esercitate in questi giorni dal governo sugli operatori assicurativi e bancari per costruire un cordone sanitario intorno alla compagnia ed evitare così una crisi di fiducia che potrebbe colpire tutto il settore delle polizze vita stanno cominciando a sortire i primi effetti. Una breccia si è aperta nel muro di scetticismo inizialmente eretto dai maggiori gruppi assicurativi – Generali, Unipol e Intesa Sanpaolo Vita – mentre maggiore disponibilità c’è sempre stata nel mondo bancario, le cui reti hanno tra l’altro distribuito le polizze Eurovita (400 mila in tutto il cui blocco dei riscatti è stato prorogato fino al 30 giugno). Molto dipenderà dall’entità dell’impegno finanziario richiesto: più soggetti partecipano, minore sarà l’onere di ciascuno. Quella del salvataggio “allargato” è l’idea che ha avuto sin dal primo momento il commissario Alessandro Santoliquido che ha gestito la fase provvisoria e ora è stato confermato per l’amministrazione straordinaria, ma solo la “moral suasion” di Palazzo Chigi può sbloccare la situazione. Il fabbisogno di capitale accertato è di circa 400 milioni, ma all’appello mancano 300 milioni perché il fondo di private equity Cinven, proprietario della compagnia, ha deciso di partecipare solo per 100 milioni, creando non poco sconcerto per questa sua posizione.

Di più su questi argomenti: