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editoriali

Cercasi dream plan per Roma

Redazione

Gualtieri, Calenda. E la destra. Alla Capitale serve una svolta europeista

Il Sole 24 Ore, in un editoriale, titola la scelta del candidato Pd a sindaco di Roma: “Roma, tocca a Gualtieri: la Capitale deve tornare a investire”. Può essere una scelta o forse no, ed è presto per parlare di endorsement, ma il quotidiano della Confindustria preferisce salutare la candidatura a sindaco dell’ex ministro dell’Economia indicando le cose da fare anziché i problemi di schieramento nella ex alleanza giallorossa e quelli identitari della destra. Gualtieri è in campo, ha una sfilza impressionante di questioni da affrontare ma anche opportunità che possono far tornare Roma una metropoli europea. E siccome il tempo è determinante, gli industriali, cioè gli investitori, vanno sul concreto.

Ieri un comunicato firmato dalle maggiori associazioni imprenditoriali – Acer, Coldiretti, Confcommercio, Cna, Confesercenti, Federlaio e Unindustria, l’80 per cento delle imprese e il 70 per cento del pil di Roma – ha ricordato come alla Capitale il Documento di economia e finanza abbia destinato per il trasporto pubblico 1,95 miliardi contro i 3,4 di Milano ed i 3,6 di Torino. Quanto al Giubileo 2025, ci sono 2 milioni contro gli 1,8 miliardi di quello di 21 anni fa. Non è una richiesta di aiuti dal momento che i privati stanno già facendo la propria parte come testimonia la decisione di Netflix di aprire a Roma la propria sede italiana, gli investimenti in hotel di lusso come il Bulgari all’Augusteo (restaurato con sponsor Tim), una nuova area per lo stadio della Roma tra Ostiense, Mercati generali e gazometro, magari in collaborazione con l’Eni, dopo che i proprietari Friedkin hanno ingaggiato Mourinho. Insomma un ritorno di interessi e capitali dopo l’esodo a Milano in era Raggi. Il 24 Ore nota che Gualtieri punta sul proprio curriculum per attrarre capitali nuovi e di rientro, nonché per ottenere una quota di Recovery  da destinare a Roma, come le altre capitali europee. Ma si augura anche un accordo tra Gualtieri e  Calenda, altro ex ministro di stampo e trascorsi europei. In attesa del candidato di centrodestra, un dream plan, più che un piano B.

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