editoriali

No, Lufthansa non è Alitalia

Redazione

La possibile nazionalizzazione tedesca e la differenza tra conti a posto e dissestati

Lufthansa come Alitalia? I tifosi della nazionalizzazione, già al governo in èra gialloverde e ben presenti anche nell’esecutivo rossogiallo, oltre che nei sindacati, additano la Germania, come a dire: “Avevamo ragione noi. Una compagnia di bandiera serve”. Il gruppo tedesco, infatti, privatizzato dal 1997 (non per finta, con flottante del 100 per cento) potrebbe tornare sotto l’egida dello stato per le perdite subite dal blocco dei cieli causa pandemia.

 

Secondo Reuters il governo interverrebbe con 9 miliardi di euro, a fronte di una capitalizzazione scesa a 3,87 miliardi, un terzo di un anno fa. La compagnia ha azzerato i ricavi del 2019, di 36,4 miliardi, con un utile operativo di 1,689, già in calo a causa del costo del carburante e della concorrenza delle low cost. Per questo il management guidato dall’ad Carsten Spohr aveva avviato una ristrutturazione interna ed era stato cauto anche sull’interessamento ad Alitalia. Ora è sempre Spohr ad esprimere preoccupazioni sul possibile ingresso pubblico, temendone l’influenza sull’efficienza della gestione. Ciò non toglie che perfino il maggior vettore europeo abbia problemi. Figuriamoci Alitalia. Un anno fa il suo margine operativo era in perdita di 330 mila euro al giorno, che con gli oneri finanziari (ammortamenti e interessi sui prestiti) aumentavano a 1,150 milioni al giorno. Considerando le dimensioni, non c’è molta differenza con il milione all’ora che perde oggi Lufthansa con tutti gli aerei a terra. Ciò che per Lufthansa è una patologia drammatica e imprevista, ma presumibilmente temporanea, per Alitalia è stata in buona parte della sua storia la fisiologia. Per di più pagata dai contribuenti, a differenza di Lufthansa.

 

Il Tesoro, il governo e magari il sindacato dovrebbero approfittare del blocco che mette tutti alla pari, nazionalizzazioni comprese, per ristrutturare la nostra compagnia. Senza il fiato della concorrenza è il momento di ragionare sul dopo, quando si ripartirà e diversi vettori che non potranno più farlo. Situazione già vista dopo il 2001: molti scomparvero ma molti si ripresentarono più forti. Tra questi Lufthansa. Alitalia non può ambire a diventare una big; ma di rigenerarsi in qualcosa di diverso da un’azienda invendibile, questo sì.

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