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Le batterie dell’ambientalismo

La sfida ecologica è tecnologica e c’è chi (anche in Italia) si sta attrezzando

26 Settembre 2019 alle 06:10

Le batterie dell’ambientalismo

foto LaPresse

Ricaricare la batteria della futura auto elettrica come oggi si ricarica la batteria del cellulare, con un mercato dell’energia simile nella struttura a quello telefonico, di grandi infrastrutture nazionali e aziende di servizi in concorrenza per i clienti finali? E’ quanto si può intravedere nella decisione di Enel X di rilevare in Germania il 12,5 per cento di Hubject, azienda per la mobilità elettrica con sede a Berlino che ha tra gli altri soci Volkswagen, Bmw, Daimler-Mercedes, Bosch e Siemens.

 

L’investimento di Enel segue l’annuncio del governo tedesco di impegnare nella green economy 54 miliardi pubblici entro il 2023, e 100 entro il 2030. Altre operazioni sono state annunciate in Francia (tra Nissan-Renault e EdF) e Italia (tra Fca e Terna). Sono differenti perché prefigurano contratti esclusivi tra casa automobilistica e fornitore elettrico, nel caso francese, o nell’accesso alla rete, in quello italiano. Invece Hubject è una piattaforma globale delle ricariche, con epicentro in Europa ma presente anche a Los Angeles e Shanghai: oggi gestisce 60 mila colonnine e intende raggiungere nel 2021 le 445 mila.

 

Enel X spiega così l’investimento: “Offrire la possibilità di ricariche senza doversi preoccupare di chi sia il proprio fornitore o di essere all’estero”. Una sorta di roaming dell’elettricità simile appunto alla telefonia, dalla quale potrebbe anche ereditare il modello commerciale. Le reti telefoniche fisse e mobili sono costituite da infrastrutture regolate dagli stati mentre gli operatori pagano la concessione. Il boom dell’auto elettrica si intreccia poi con la liberalizzazione del mercato europeo dell’energia previsto a luglio 2020. Il rapporto con i clienti si trasformerà sempre più per le aziende in quello di forniture di servizi ad ampio spettro. In passato le associazioni dei consumatori sono state conservative nel difendere i mercati tutelati, ma proprio l’esperienza dei cellulari dimostra che la concorrenza abbassa drasticamente i prezzi mentre il guadagno viene dai volumi e dai servizi. Piuttosto il problema sarà nell’approvvigionamento di energia e di materiali rari per le batterie. Un’altra sfida tecnologia, ambientale e geopolitica su cui la Cina la sta facendo da padrona.

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Commenti all'articolo

  • gdaines

    26 Settembre 2019 - 16:04

    Chi legge riviste specialistiche in campo automobilistico non può che gioire se "qualcuno" fa sul serio per promuovere una adeguata rete di ricarica veloce delle auto elettriche che peraltro sono ancora lontanissime dalle autonomie promesse. Un viaggio Milano-Roma con una nota vettura tedesca ha richiesto ben tre ricariche, effettuate al di fuori dell'autostrada, e un tempo indecoroso di ben 8 ore e 40 minuti. Non dimentichiamo che il costo di una vettura elettrica media è ancora oggi "fuori mercato" e che una ricarica casalinga, con gli attuali strumenti a disposizione, ha una durata bibblica..

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