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L'Europa riconosce come adeguato lo sforzo fiscale dell'Italia. Ma aspetta i conti del 2020

Pierre Moscovici ha comunicato in una conferenza stampa la decisione di bloccare la procedura d'infrazione

3 Luglio 2019 alle 18:11

Pierre Moscovici

Foto LaPresse

Il commissario europeo per gli Affari economici e monetari Pierre Moscovici ha comunicato in una conferenza stampa al termine della riunione del collegio dei commissari di oggi (mercoledì 3 luglio), la decisione della Commissione europea di bloccare la procedura di intervento per eccesso di deficit a carico dell'Italia.

 

L'interruzione della procedura d'infrazione, secondo Moscovici, è dovuta principalmente alle manovre correttive messe in atto dal governo italiano per ristabilire il bilancio finanziario e ridurre il debito pubblico. L'ultima legge di Bilancio del ministro dell'Economia Giovanni Tria propone “per un’economia a crescita zero l’obiettivo di un deficit pubblico del 2,1 per cento per l’anno corrente grazie a una gestione prudenziale e all'implementazione delle politiche sociali programmate”. Altro obiettivo fondamentale della legge di bilancio quello “di diminuire il debito non attraverso l’innalzamento delle tasse ma attraverso più basse spese correnti”. In pratica il governo gialloverde, come già segnalato da Luciano Capone su queste colonne, "in un anno di governo la maggioranza gialloverde ha impegnato i primi sei mesi a lottare per spendere in disavanzo e i secondi sei mesi a tagliare la spesa in disavanzo che aveva messo a bilancio".

 

Il commissario europeo ha affermato che “sarebbe controproducente chiedere al paese di fare di più", mostrando la fiducia della Commissione Ue nei confronti della riforma economica stanziata dal nuovo governo italiano". La Commissione non lancia segnali ai mercati, non agisce per i mercati, anche se i mercati possono trarre conclusioni da quanto noi decidiamo", ha precisato aggiungendo che "noi non diciamo se la politica di bilancio è adeguata, non esprimiamo un giudizio; se consideriamo le regole, i dati sul disavanzo strutturale 2019 e il deficit nominale, le misure attuate sono sufficienti per evitare la procedura che attualmente non è più necessaria.

 

La decisione europea odierna ha dato slancio a Piazza Affari, che alle 14:35 saliva dell'1,7, mentre lo spread scendeva a 208 punti base. 

  

Luigi Di Maio si è subito complimentato con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte "per il lavoro svolto ai tavoli europei", dando immediatamente la colpa del richiamo europeo a chi c'era prima: "È stata evitata una procedura di infrazione che sarebbe potuta ricadere sul Paese, per colpa del Pd. L'Italia non la meritava e l'annuncio di oggi rende giustizia all'Italia e a questo governo".

 

Per Giovanni Tria "a rendere possibile questo risultato non è stato un miracolo ma la conduzione di una prudente politica della finanza pubblica sia sul lato delle entrate, in aumento anche sotto il profilo strutturale, sia su quello delle spese, diminuite grazie a una serie di risparmi e senza ricorrere a tagli".

Moscovici ha però aggiunto che "è chiaro che gli impegni presi per il 2020, che sono molto dettagliati, dovranno essere rispettati, questo non è la fine della storia". Si tratta quindi di una decisione non definitiva: “Dovremmo continuare a monitorare da vicino i conti italiani” fino alla fine dell'anno. 

Ora quindi l'Italia si dovrà occupare del vero problema a cui ancora non è stata trovata una soluzione dal governo. Ossia, non soltanto recuperare all’ultimo minuto le risorse necessarie a far quadrare i conti, bensì trovare una strategia economica capace di guardare al medio e lungo periodo.

Emanuela Ferrara

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