La prima di Savona in Consob. Parla di tutto ma poco di Borsa

Mariarosaria Marchesano

Nel suo primo incontro con i mercati finanziari, il neo presidente appoggia una proposta che è già sui tavoli europei: la creazione di nuovi titoli di debito alternativi ai Bund tedeschi 

Milano. Un discorso più da economista che da presidente della Consob. Da chi si pone come obiettivo principale la stabilità finanziaria dell’Italia nell’ambito dell’Unione europea, non cercando di evitare dannose oscillazioni dello spread tra Btp e Bund tedeschi, ma sostenendo la creazione di una nuova generazione di titoli - gli European safe asset - alternativi ai Bund tedeschi e ai titoli di stato americani. Così Paolo Savona ha esordito nel primo incontro con il mercato finanziario che si è svolto stamattina a Milano nella sede di Borsa italiana. Una relazione, la sua, che ha sorpreso per la predominanza di temi di politica economica e finanziaria rispetto alle consuete linee programmatiche su vigilanza dei mercati e e dell’attività degli intermediari, oltre che sulla tutela e protezione del risparmio, temi particolarmente cari al suo predecessore (per breve tempo), Mario Nava. 

 

Il cuore del pensiero di Savona - che poi è di appoggio pieno ad una proposta che è già sui tavoli delle istituzioni europee - arriva alla fine del discorso e si basa essenzialmente sul superamento del meccanismo del “differenziale” tra i rendimenti dei titoli degli stati sovrani e il benchmark tedesco, che nel caso dell’Italia, produce come risultato un aumento del rischio percepito da parte degli investitori internazionali. “L’unico safe asset esistente oggi in Europa è di fatto il Bund- ha detto Savona - Il sistema è asimmetrico, dato che l’emissione è controllata da un solo paese, ma la domanda viene da tutti i membri dell’Unione monetaria. Tale asimmetria è un fattore di instabilità del sistema finanziario dell’Eurozona. Esso comporta, infatti, fughe di capitali durante le crisi, ostacolando il corretto funzionamento della politica monetaria comune. L’offerta di Bund è sempre più scarsa a causa della politica di avanzi nel bilancio pubblico della Germania, mentre la domanda è crescente, sia in Europa che nel resto del mondo”. La conseguenza di questa banda stretta è, per il presidente della Consob, che la liquidità europea che non riesce ad essere assorbita dai titoli tedeschi è spinta verso l’esterno, principalmente sui Treasury Bill e Bond americani, la cui offerta è in espansione e i rendimenti crescenti.

“In ultima analisi, l’asimmetria e la scarsità indicate comportano distorsioni nel meccanismo di trasmissione della politica monetaria all’economia reale, incompatibili con la stabilità monetaria e finanziaria dell’Eurozona al di là dei comportamenti dei singoli membri e dei fondamentali delle loro economie”. Così, secondo Savona, un European safe asset alternativo sia ai bond decennali tedeschi sia a quelli statunitensi “migliorerebbe la razionalità distributiva della creazione monetaria, governerebbe alcuni disturbi alla stabilità finanziaria, anche provenienti dai debiti sovrani in eccesso, attenuerebbe le divergenze nei tassi d’interesse all’interno dell’Eurozona”.

 

Ma come si arriva a determinare la creazione di un nuovo strumento di debito per gli stati sovrani? Sul piano operativo si potrebbe utilizzare il potere di raccolta insito nell’Esm-European stabilità meccanismo per emettere un titolo “avente le caratteristiche richieste da tutti gli investitori globali di liquidità. L’euro ne risulterebbe rafforzato come valuta internazionale”. In pratica, per Savona, un’istituzione europea come l’Esm dovrebbe destinare i fondi raccolti con safe asset per concedere prestiti agli stati membri dell’Unione che disporrebbero così di una fonte alternativa e a basso costo per il finanziamento del loro debito pubblico. “Analisti di mercato, persone in posizione di rilievo nelle istituzioni e singoli studiosi raccomandano questa innovazione, collocandola tra le principali decisioni dell’Unione europea deve prendere per migliorare il suo assetto operativo”. Savona ha sottolineato che la proposta è stata sostenuta dal governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco (quest’ultimo, infatti, ne fa cenno nella sua recente relazione) e che due giorni fa la Commissione europea ha emesso un comunicato sul futuro dell’Eurozona nel quale indica la nascita di un safe asset come parte essenziale per il completamento dell’unione bancaria.