Anche l'Istat dice che l'economia italiana è debole

Mariarosaria Marchesano

Mentre gli occhi dei mercati restano sulla Brexit, con la richiesta di proroga di May, l'istituto di statistica mostra preoccupazioni per l'Italia. Ma il vice premier Di Maio, oggi in visita a Milano, ostenta ottimismo 

Milano. Mentre gli occhi del mercato continuano a essere puntati sulla Brexit, con la premier Theresa May che ha chiesto all'Unione europea una proroga fino al 30 giugno, in Italia l'Istat manifesta preoccupazione per le condizioni economiche dell'Italia nella sua nota mensile. L'istituto di statistica spiega che a marzo c'è stato un peggioramento della fiducia dei consumatori che ha interessato tutte le componenti e il clima economico, mentre le prospettive future hanno segnato il calo più marcato. 

    

Non mancano anche alcuni segnali positivi e la possibilità che ci possa essere un'inversione di tendenza da marzo in poi, ma per l'Istat i dati congiunturali descrivono complessivamente una fase di debolezza dell'economia italiana. In realtà, quello che emerge è un quadro contraddittorio. Mentre l'indice della produzione industriale è tornato a mostrare segnali di vivacità, con un leggero rialzo degli ordinativi, torna ad aumentare le disoccupazione e il reddito disponibile delle famiglie consumatrici si è ridotto così come pure è calata la propensione al risparmio. Senza contare che la situazione dell'Italia si inserisce in un contesto europeo di decelerazione con prospettive "che restano caratterizzate dalla presenza di rischi al ribasso – spiega l'Istat – il processo di Brexit è rimasto incompiuto e i negoziati tra Stati Uniti e Cina sono ancora in corso". Ma mentre il governo da un lato ne prende atto, rivedendo le stime di crescita per il 2019 (dall'1 allo 0,1 per cento) e il rapporto deficit-pil (al 2,4 per cento), dall'altro ostenta sicurezza. L'Europa è in difficoltà ma "l'Italia sarà all'altezza", ha detto oggi Luigi Di Maio, in visita a Milano, a margine di un incontro in Assolombarda.

      

Dal fronte delle tensioni commerciali, considerato dal Fondo monetario internazionale l'incertezza più grave che pesa sui mercati globali, sembra arrivare la schiarita che stamattina ha fatto aprire in positivo le Borse europee, con Piazza Affari in timido aumento e uno spread btp-bund stabile intorno a 265 punti base. L'incontro di ieri tra il presidente americano, Donald Trump, e il vicepremier cinese, Liu He, ha avuto risultati proficui, come ha sottolineato un portavoce della Casa Bianca, anche se per adesso non è ancora stata fissata una data per l'eventuale firma dell'accordo Usa-Cina. In Europa, intanto, è emerso che la produzione industriale tedesca di febbraio è migliorata dello 0,7 per cento rispetto al mese precedente, anche se su base annua è calata dello 0,4 per cento. Il dato è migliore delle attese.