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Il paese dei due pianeti opposti

Imbarcata di precari e spesa à gogo nel pubblico, export e deal nel privato

22 Dicembre 2017 alle 06:00

Il paese dei due pianeti opposti

Un’altra imbarcata di precari, ci risiamo: 18 mila, ai quali si aggiungono 813 “lavoratori socialmente utili”, gli Lsu degli anni Novanta, categoria definita assistenziale dal Consiglio di stato. E ai docenti universitari la trasformazione da triennali a biennali degli scatti di stipendio, e non più per merito come previsto ma a pioggia. Oltre a 2.500 euro di una tantum, la cui copertura prosciugherà il già negletto Fondo Natta che doveva servire per 500 chiamate dirette l’anno di eccellenze straniere negli atenei italiani, contro il quale si erano sollevati baronie e sindacati.

 

L’ex riforma della Buona scuola promessa all’insegna della didattica e dello slogan blairiano “education, education, education” è oramai una controriforma della Scuola buona: buona con il suo apparato, in coerenza con il curriculum Cgil del ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli. Ma non solo. Il rinvio della liberalizzazione del commercio ambulante (direttiva Bolkestein) per tutelare una categoria politicamente influente ci riporta ai regali elettorali fatti trasversalmente ai tassisti. Potenzialmente più grave come conseguenze è la cancellazione delle cessioni del 3,3 per cento di Eni e del 50,37 di Enav alla Cassa depositi e prestiti, causa le obiezioni di Bruxelles sullo status privato di quest’ultima. Si evita un’altra privatizzazione di facciata, ma si lancia un altro segnale negativo sulla credibilità della riduzione del debito pubblico.

   

Mentre tutto questo avviene nello stato, il privato continua a segnare record su record: l’ultimo è quello dei robot industriali, cresciuti per produzione del 10,1 per cento, con la Cina a essere il primo mercato dell’export. La Campari ha appena comprato dalla sudafricana Distell la Bisquit Cognac, istituzione francese (altro che nazionalismi). E la Tod’s inaugura ad Arquata del Tronto una fabbrica da cento lavoratori (altro che la paralizzante burocrazia del terremoto). Come nel romanzo di Charles Dickens “A Tale of Two Cities”, abbiamo nel medesimo luogo due città: egualitarismo e debito, contro merito e prosperità. Due “paesi”… o pianeti opposti.

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Commenti all'articolo

  • perturbabile

    23 Dicembre 2017 - 10:10

    Le aziende fioriscono a dispetto delle alte tasse. Anche i loro successi in parte marciscono per mano del governo Gentiloni.

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