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Slitta la Bolkestein e anche il Pd ha fatto Tredicine

A Roma il Partito democratico critica la Raggi bancarellara, ma alla Camera fa rinviare l’attuazione della direttiva

21 Dicembre 2017 alle 10:47

Slitta la Bolkestein e anche il Pd ha fatto Tredicine

Foto LaPresse

Per tutto il giorno il Pd romano, cercato con insistenza dal Foglio, ha nicchiato e preso tempo fino a tarda serata. Il Pd nazionale invece è stato più rapido: nella notte fra martedì e mercoledì ha presentato un emendamento in commissione bilancio alla Camera per rinviare al 2020 l’attuazione della direttiva Bolkestein, un regolamento che impone di mettere a gara le concessioni pubbliche anziché assegnarle senza un termine. Una direttiva fortemente contrastata, a Roma, dai bancarellari che degradano il centro storico e dalla nota famiglia Tredicine. Quelli dell’impero “ambulante”. Primo firmatario dell’emendamento è il deputato toscano Marco Donati: “Siamo molto soddisfatti per l’approvazione dell’emendamento alla legge di Bilancio che introduce alcune novità alla normativa sul commercio. Il nostro obiettivo è quello di tutelare centinaia di migliaia di micro imprese già fortemente provate dalla crisi economica”.

 

Peccato che il Pd nella Capitale abbia avuto finora tutt’altra linea. E anzi ha fortemente polemizzato con l’amministrazione Raggi accusandola, addirittura, di “intese” con Tredicine e mutandari vari. Nel novembre 2016 i Democratici in Campidoglio votarono contro la mozione, passata a larga maggioranza, che puntava a ottenere una sospensione della direttiva europea almeno fino al 2020. A inizio 2017, a febbraio, gli ambulanti protestarono sotto la sede del Nazareno insieme ai tassisti, non mancarono gli scontri e le proteste del Pd per la presenza in piazza della sindaca Virginia Raggi. “Non c’è nessuna contraddizione”, dice il segretario del Pd romano Andrea Casu. “Solo in Italia la direttiva Bolkestein riguarda anche i piccoli ambulanti”. Boh. Ci pensa Bobo Giachetti a interpretare il malessere contro l’emendamento: “Follie di una notte di mezzo inverno”, sbotta al Foglio il vicepresidente della Camera ed ex candidato sindaco di Roma. “E’ una cosa inconcepibile”.

 

Insomma, “cose da matti”, dice Giachetti. “Esprimiamo sconcerto e indignazione per l’emendamento presentato dal Partito democratico e approvato in commissione Bilancio alla Camera per rinviare al 2020 l’attuazione della ‘Bolkestein’”, dicono Orlando Corsetti, consigliere capitolino e Stefano Marin consigliere del Municipio I, entrambi del Pd. “Come rappresentanti del Pd – dicono Corsetti e Marin – non ci riconosciamo in questa scelta e ci chiediamo se i deputati che l’hanno sostenuta si siano confrontati con le amministrazioni locali che sono gli enti che rilasciano quelle concessioni e quali, di queste, eventualmente ha richiesto il rinvio della scadenza prevista dalla Bolkestein”. Forse anche loro hanno avuto difficoltà a parlare con Casu.

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Commenti all'articolo

  • Giovanni

    21 Dicembre 2017 - 19:07

    Non conosco la Direttiva Bolkestein per cui mi affido solo a considerazioni generiche. Per lavoro e per piacere ho viaggiato molto nella mia vita e posso affermare con assoluta certezza che buona parte della popolazione italiana vive per mezzo dei mercatini e sopravvive grazie ai mercatini come in nessun'altra parte d'Europa. Da noi i mercatini sono spesso giornalieri e aperti 365 giorni l'anno. Probabilmente una migliore regolamentazione è necessaria ma non mi sembra che la messa a gara sia la migliore scelta per il nostro territorio. Forse anche ingiusta visto il ruolo sociale che i nostri mercatini hanno assunto nel nostro tessuto urbano che è fatto di grandi città ma sopratutto di paesini. Per questo concordo con il rinvio attuato da PD. Meglio pensarci con calma e non nell'incandescente momento pre-elettorale.

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