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Così Venezia riparte dalle sue fondamenta

La ristrutturazione di immobili pregiati e la valorizzazione di quelli in disuso un'occasione per la città

4 Ottobre 2017 alle 18:45

Così Venezia riparte dalle sue fondamenta

Le Procuratie Vecchia a Venezia (foto Twitter del sindaco Luigi Brugnaro)

Quella appena trascorsa è stata, nel bene e nel male, l'estate di Venezia. Soprattutto nel male. Visto che dal New York Times al Guardian, passando per la stampa italiana, in molti si sono esercitati nel raccontare e descrivere una città quasi invivibile. Dalla morte a Venezia, alla morte di Venezia. In realtà, come spesso accade, la realtà è diversa da come la si racconta. 

 

Il capoluogo veneto ha i suoi problemi. Ma è anche una città particolare che, proprio per la sua natura, ha peculiarità e criticità che altre città non hanno. Una di queste, ad esempio, è la manutenzione e la valorizzazione dell'immenso patrimonio immobiliare pubblico. Abitazioni, ma soprattutto palazzi che risultato importantissimi anche per attrarre quei turisti senza i quali, come ha spiegato Carlo Lottieri sul Foglio, “Venezia sarebbe una sorta di triste Pompei dell’età moderna. Sarebbe una landa desolata in cui ci si potrebbe fare solo una vaga idea di cosa è stata la città di Marco Polo, Paolo Sarpi, Antonio Vivaldi e Giacomo Casanova”. 

 

Su questo fronte qualcosa si sta sicuramente muovendo. Come dimostrano due diverse iniziative che sono state presentate in questi giorni. La prima riguarda Generali che, proprio oggi, ha illustrato al pubblico il progetto di restauro delle Procuratie Vecchie, sede storica del gruppo a Venezia a piazza San Marco. Un intervento che si estenderà anche ad altre parti della piazza e dei Giardini Reali e che è stato affidato all'architetto David Chipperfield. L'edificio ospiterà il quartier generale di The Human Safety Net, iniziativa promossa da Generali per favorire la costruzione di una “rete di persone che aiutino le persone” attraverso programmi che si occupano di tre temi socio-demografici: creare pari opportunità di vita per bambini in situazioni svantaggiate, aiutare i rifugiati a creare le loro start-up e salvare i neonati dalle conseguenze debilitanti e potenzialmente fatali dell'asfissia.

 

Visitare Venezia e accorgersi che l’allarme sulla città invivibile è fortemente esagerato

Per come l’ho vista in due mattinate di inesauribile bellezza, è un posto normale, ingombrato da qualche trolley d’avanzo nelle ore di punta, ma godibile

 

 

“La bellezza di Venezia - commenta l'ad di Generali, Philippe Donnet - è una fonte di ispirazione per tutto il mondo e Generali è molto orgogliosa di arricchire il patrimonio artistico della città attraverso il restauro di Piazza San Marco. Con l'apertura al pubblico di questi spazi storici, per la prima volta in 500 anni, stiamo creando un nuovo spazio dinamico dove le persone possono incontrarsi per discutere alcune delle più pressanti tematiche sociali che la nostra società globale si trova oggi ad affrontare”. 

“Il lavoro in sinergia con Generali - aggiunge David Chipperfield - mira a trasformare le Procuratie Vecchie in uno spazio dinamico che rappresenti la missione globale di The Human Safety Net e allo stesso tempo preservi l'imponente bellezza e storia degli edifici”.

  

Il bando del Demanio. Ma non è l'unico progetto di valorizzazione che parte in questi giorni. Martedì 3 ottobre, infatti, il Demanio insieme al ministero della Difesa (nella fattispecie Difesa Servizi), ha presentato il suo terzo bando per ridare vita a immobili in disuso. Si tratta di 17 strutture tra cui spiccano due isole della laguna veneta, l’isola di San Secondo e l’Ottagono Cà Roman. È la prima volta che questo accade. Il bando si chiuderà il 29 dicembre e consiste in una gara pubblica che prevede l'affitto delle strutture fino ad un massimo di 50 anni. Un modo anche questo per non far “morire” immobili di valore.
 

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