Pier Carlo Padoan (foto LaPresse)

Il fianco scoperto dello stato su Mps

Redazione

Padoan è tra l’incudine tedesca e il martello populista di Grillo

Il fallimento dell’aumento di capitale del Monte dei Paschi di Siena attraverso il settore privato ha motivato l’immediato intervento dello stato che, con un decreto legge, istituirà un fondo fino a 20 miliardi di euro con l’intento di evitare un avvitamento della crisi del terzo istituto del paese pericoloso per la stabilità del sistema bancario. L’intervento è benefico ma non risolutivo. Anzi le modalità possono esporre il fianco del governo transitorio Gentiloni-Padoan a critiche dalla Germania e dal partito M5s del commediante Beppe Grillo. L’intervento dello stato rientra nelle regole europee del bail-in perché si tratta di una ricapitalizzazione precauzionale e parallelamente colpisce azionisti e obbligazionisti subordinati. Sulla carta i privati contribuiscono al soccorso.

 

 

E’ tuttavia intenzione del governo rimborsare con soldi pubblici migliaia di possessori di obbligazioni subordinate, anche emesse nel 2008, perché vadano in pari. Quindi i privati non perdono, sono i contribuenti ad aiutarli. Questa eventualità ha fatto alzare il sopracciglio alla Commissione europea e alla Germania: il principio cardine del bail-in – i salvataggi non li pagano più i contribuenti – sarebbe tradito. Si dice che va fatto perché migliaia di cittadini rischiano grosso. Ma è un’arma a doppio taglio. Berlino a parte, un rimborso non soddisfacente o difficoltoso sarebbe una leva retorica per Grillo che in una prossima campagna elettorale potrebbe agitare i “risparmiatori” contro il governo che ha nazionalizzato Mps… fregandoli. Poco importa se la nazionalizzazione è da sempre un pallino di Grillo. Da anni il buffone sfrutta il caso Mps per propaganda. Il governo è tra incudine e martello.

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