La portaerei USS Abraham Lincoln e un B-52H nel Mar Arabico (Associate Press/ LaPresse) 

DI COSA PARLARE STASERA A CENA

Si parla (e ci sono indizi) di un possibile attacco americano all'Iran

Giuseppe De Filippi

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La possibilità di un attacco americano a Teheran resta concreta e alcuni indizi farebbero pensare che si stia avvicinando il momento della decisione, mentre le scarse informazioni che arrivano dall’interno del paese sembrerebbero indicare che il regime islamista ha mantenuto il controllo delle città anche se a prezzo di moltissime vittime. Non si può certo parlare di una situazione stabilizzata, perché, sempre stando al poco che filtra, l’interruzione delle proteste sarebbe dovuto solo alla presenza capillare di forze della repressione.

 

La repressione pesantissima.

   

Le tre "cose" principali

Fatto #1

La morte Di Alex Pretti per mano degli agenti dell’Ice (la milizia ultratrumpiana, riccamente finanziata dal bilancio degli Usa) ha fatto spostare in modo significativo l’orientamento dell’opinione pubblica, con un ulteriore calo della popolarità di Trump. Anche perché le ricostruzioni esatte dei fatti cominciano a diffondersi.

 

Il presidente deve essersi accorto che i metodi duri della repressione poliziesca, incompatibili con lo stato di diritto, non portano consenso, anzi ne tolgono. Specialmente ora che la polizia di Minneapolis prende espressamente le distanze dal modo di operare degli agenti Ice e il capo del dipartimento di polizia della città con poche parole mette in crisi la politica di sicurezza di Trump

   

E la comprensibile preoccupazione per l’arrivo in Italia di agenti dell’Ice inviati per tutelare massimi esponenti politici americani durante le Olimpiadi, ma poi dalle massime autorità di pubblica sicurezza italiane arriva una smentita

  

Fatto #2

Perché conviene commerciare con l’India (e creare spazi di libertà rispetto alla prepotenza Usa)

 

Notate a cena che Ursula von der Leyen si è vestita un po’ all’indiana per l’occasione (con ottimi risultati di eleganza)

  

Fatto #3

Il segretario dell’Anm fa un post molto aggressivo per il NO al referendum, poi lo cancella lui stesso (forse dopo averlo letto bene). In ogni caso, tra bufale di Alessandro Barbero e sensazionalismo dell’Anm, la campagna per il referendum non dà speranze di creare un corretto confronto sul merito. Sarà una partita pro o contro il governo

 

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