Perché non si deve cancellare la Giornata della Memoria

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
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29 JAN 25
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Alla Giornata della Memoria quest’anno ci siamo avvicinati tra polemiche, offese provenienti dal variegato antisemitismo contemporaneo, rifiuti di partecipare e divisioni nelle stesse comunità ebraiche sul modo e l’opportunità di partecipare a manifestazioni pubbliche. Giornate tese che però sono servite per mettere ancora più in evidenza le rispettive scelte di schieramento. Colpisce la scelta di affrontare e condannare le radici storiche dell’antisemitismo italiano, con il regime fascista esecutore e sostenitore degli ordini nazisti.
E il presidente Sergio Mattarella con altri capi di stato e di governo europei per ricordare il dolore e le responsabilità.
Perché non si deve cancellare la Giornata della Memoria, pur tra vecchi e nuovi atti di antisemitismo e tra tentativi di inquinarne il valore.

Le tre "cose" principali

Fatto #1

Choc per i grandi investitori in tecnologia digitale, con titoli come Microsoft e Nvidia precipitati nelle quotazioni a Wall Street. Tutti travolti dal buon funzionamento di Deep Seek, società cinese di IA generativa, il cui nuovo sistema di dialogo e analisi dei testi, il cui sviluppo è costato una cifra irrisoria per i bilanci delle grandi aziende americane, funziona meglio di quelli ora offerti e richiede minore impiego di chip. Davide stende un’altra volta Golia, a meno che non sia un Davide sostenuto per vie traverse dall’apparato cinese (ma per ora non c’è alcuna prova di scorrettezze commerciali).

Fatto #2

E poi ci sono i produttori di auto, anche europei, che contestano i dazi alle auto cinesi.

Fatto #3

Gli iraniani comprano aerei da guerra russi e il legame tra Mosca e Teheran si fa sempre più stretto. Questi sono gli sviluppi di una condizione che viene rappresentata come un buon affare per entrambi ma sembra più una scelta dettata da isolamento e disperazione.

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