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di cosa parlare stasera a cena

Il maltempo, il cambiamento climatico e il linguaggio giusto da usare

Giuseppe De Filippi

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

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C’è ancora una certa spinta alla crescita nell’economia italiana. Il Fondo monetario ne dà atto, con un buon dato per il 2023 e una disposizione positiva sul 2024. Anche perché ora sono le previsioni generali del fondo a essere migliori e questo ha effetto per un paese molto dipendente dall’export come l’Italia. Il segno “meno” vicino all’andamento dell’economia tedesca è certamente un motivo di preoccupazione, ma, evidentemente, per gli economisti del Fmi si tratta di un calo temporaneo, con il sistema produttivo pronto a rimettersi a procedere a pieno ritmo, dopo aver affrontato un cambiamento quasi totale nel sistema di approvvigionamento energetico e mentre si tenta di gestire la transizione verso il modello scelto dall’Ue nel pacchetto su clima ed ecologia.

 

Le tre "cose" principali

Fatto #1

La situazione tra acqua (ghiaccio) e fuoco e quanto si sta scaldando la superficie del Mediterraneo.

Fatto #2

L’ermeneutica (violenta, guerresca) degli studi sul clima impone l’uso di parole ed espressioni codificate e tralascia la sostanza. Invece di rallegrarsi per consapevolezza mostrata di recente da esponenti politici e ministri di destra e di centro si guarda più alle parole che usano, in una specie di tassativa elencazione degli hashtag consentiti. Qui si ritiene che faccia più notizia il riconoscimento del problema e delle sue soluzioni, invece delle scelte linguistiche. Che poi l’inflazione semantica di termini allarmistici non serve a niente. “Maltempo” ora è considerato una parolaccia, e il volenteroso Nello Musumeci nel corpo del tweet precedente lo corregge in “sconvolgimento climatico” (mica poco, no?), solo perché si usa da prima che si affermasse la consapevolezza del cambiamento climatico, ma ha, invece, pregi, come la genericità e la facile comprensibilità e può essere successivamente aggettivato o rafforzato con qualche spiegazione in più. Spesso i giornalisti sono stati criticati, con fondamento, proprio per l’inflazione semantica, quindi per le “bombe d’acqua” o i nomignoli infernali, come “Caronte”, per le ondate di calore. Specialmente di fronte a fenomeni che si ripeteranno con frequenza maggiore coniare nuove e terribili espressioni fa solo danni. Una tromba d’aria resta una tromba d’aria e la grandine resta grandine, anche se intensità e dimensioni aumentano. È più semplice e comprensibile per tutti, senza mettersi a fare le guerre civili ermeneutiche (cit. di Odo Marquard, uno dei fari filosofici delle nostre chiacchiere a cena) ecco, più o meno si voleva dire quanto segue.

Fatto #3

Come sta cambiando il Pd nella distribuzione reale del potere interno.

 

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