DI COSA PARLARE STASERA A CENA

Le rivolta delle fasce tricolori, indagate per sciocchezze

Giuseppe De Filippi

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

Tutti ne parlano e stavolta ne parliamo anche noi. Perché servono queste piccole sciocchezze (non se la prenda la sindaca di Crema, cui certamente un avviso di garanzia ha causato dispiacere e preoccupazione) per far emergere questioni più grandi e per rappresentarle in modo esemplare. Il fatto è tutto qui: un bambino si chiude due dita nello stipite di una porta in un nido comunale, ahi, si immagina un pianto (legittimo) e qualche arrabbiatura, critiche alla distrazione di chi è lì a guardare i bambini, ma tutti sappiamo quanto siano repentini nei loro mille tentativi di fare cose pericolose. Insomma, poteva finire con un po’ di paura (le dita non hanno traumi permanenti) e qualche strillo. Invece è arrivata nientemeno che la procura e ha inviato alla sindaca l’avviso di garanzia di cui sopra. Per cui ora serviranno indagini, si immagina anche interrogatori, carte, accertamenti. Per i sindaci italiani, continuamente esposti ad azioni giudiziarie di qualsiasi tipo, con forme ormai intimidatorie, tanto da bloccare qualunque capacità decisionale, è l’episodio simbolo con cui dare inizio a una specie di rivolta con la fascia tricolore. Che poi c’è, tanto bello, il giudizio politico: se sei incapace di gestire la sicurezza di una città non ti voto o non ti rivoto per fare il sindaco. Ecco Roma oggi, la città in cui Virginia Raggi vinse anche perché chiamava l’uscente, Ignazio Marino, “sottomarino” e consigliava di “prendere i gommoni” per un po’ di pioggia, quindi fece ampio uso del richiamo al giudizio politico e non giudiziario. Ma sembra un po’, leggendo ora quei vecchi attacchi, che si sia chiusa due dita in uno stipite da sola

 

Le tre "cose" principali

Fatto #1
Non sarà l’intesa, l’alleanza, la marcia unitaria, l’accordo di programma, l’andamento a braccetto, la cooperazione o perfino la fusione, il conglomerato, l’incorporazione, l’unione, ma Lega e Forza Italia intanto cominciano a presentare assieme una proposta sul fisco che ha un carattere più realistico rispetto a slogan come flat tax o simili. Sono passi da tenere d’occhio, oggi ne parlava il Foglio, segnalando come dalle parti del centrodestra ci sia una certa capacità mimetica, un abile trasformarsi, una duttilità ideologica, con cui magari, invece della banale corsa al centro, si potrebbe riuscire nel tentativo della corsa alla governabilità, cioè alla traduzione, in fatto politico, del sostegno al governo Draghi. Perché il centro è un luogo mitico, meraviglioso, ma non abitabile nella realtà politica, almeno se si vogliono vincere le elezioni. Mentre l’atteggiamento governista, uno straccio di affidabilità, perfino un po’ di continuità con il super Draghi, potrebbero essere la chiave per il futuro del potere in Italia.

Fatto #2
Emmanuel Macron si è preso un ceffone da uno cui aveva teso la mano, un gilet giallo imbucato in un gruppo di suoi sostenitori. Il presidente, giustamente, s’en fout (anche se una guardatina alla sicurezza potrebbe darla) e punta, ormai da giorni, su messaggi tendenti alla ripresa della Francia. Pare che nei sondaggi sia messo bene.

Fatto #3
Condanna confermata di Ratko Mladic per gli eccidi nella guerra in Bosnia

 

Oggi in pillole