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Le Olimpiadi di Milano e Cortina e la morte di Judith Krantz

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

24 Giugno 2019 alle 18:35

Le Olimpiadi di Milano e Cortina e la morte di Judith Krantz

Giochi Olimpici Invernali 2026, la presentazione finale Milano-Cortina (foto LaPresse)

Prese le Olimpiadi invernali del 2026. Complimenti ai negoziatori italiani e alla delegazione olimpica. Orgoglio legittimo di regioni e comuni coinvolti, per Olimpiadi che interesseranno un territorio ampio. Si fa un affare e si lavora per migliorare i servizi, oltre a dare lustro e visibilità a zone con vocazione turistica. Importante, come garantiscono gli orientamenti delle amministrazioni locali coinvolte, è che si tengano lontani dalla gestione i grillini, nemici di tutto ciò che significa sviluppo (a loro va lasciato il marchio della soddisfazione per aver sfilato Roma dalla corsa olimpica).

 

 

La Sea Watch tenta di risolvere lo stallo causato dalle decisioni del governo italiano ormai salvinizzato saltando direttamente alla giurisdizione europea e chiamandola in giudizio, come succede molto raramente, in via preventiva, potremmo dire cautelare. La mossa è interessante anche dal punto di vista strettamente giuridico. Intanto le condizioni a bordo si fanno preoccupanti.

 

 

E c'è un'offerta dalla diocesi di Torino.

 

  

Date un po' di respiro all'Italia, forse è meglio per tutti, diceva oggi il Financial Times, dando la linea a chi nell'Unione europea vuole evitare di eccitare l'attenzione dei mercati sul debito italiano.

    

Intanto qualche barlume di dialogo va avanti.

 

Il Foglio ripesca dal 2017 una lettera in cui i due contendenti di oggi, Borghi e Giorgetti, firmano assieme a testimonianza della loro, allora, militanza comune sul fronte anti-europeo e anti-euro. Dal 2017 sembrerebbe cambiato improvvisamente, da ieri per la precisione, l'orientamento del solo Giorgetti, diventato improvvisamente legalista, fautore dell'ordine monetario e anche, qui il tratto umano ci dice qualcosa su entrambi, sarcastico e sprezzante riguardo all'antico co-firmatario. La battuta di ieri l'avete letta tutti, con Giorgetti che non solo ha definito inverosimili i minibot ma ha anche chiesto retoricamente se qualcuno dava ancora retta a Borghi. Oggi ha aggiunto che, di fronte all'offesa dell'ex co-firmatario, lo ha invitato ridendo a giocarsi i minibot in una scommessa sulla vittoria della Svezia nell'assegnazione dei giochi olimpici invernali del 2026 (sfidando però la scaramanzia perché l'assegnazione ancora non era avvenuta e i voti del comitato olimpico hanno sempre una quota di imponderabile). Allora diventa ben saporosa e intrigante la ripubblicazione, compresa la risposta del direttore, di quella battagliera lettera. Un documento che, spiace dirlo, ma potrebbe anche essere eventualmente utilizzato in sede di giudizio europeo sulla nomina di Giorgetti a commissario, malgrado la conversione espressa ieri ma solo ieri sulla via di Bruxelles (ancora qualche giorno fa per lo sprezzante Giorgetti i minibot erano una soluzione possibile).

 

Salvini fa il duro sulla sua misteriosa riforma fiscale. Simpatica battuta di Garavaglia (viceministro all'Economia) che non rivela le copertura per un taglio di tasse da 15 miliardi "altrimenti Di Maio ce le ruba". Alla fine ciascuno resta con le coperture sue.

 

Per capire meglio come funzionano le operazioni contabili sul debito pubblico.

 

A Taranto i ministri 5 stelle, in giro come un gruppo rap, sono andati a dire che loro vorrebbero chiudere l'ex Ilva ma forse il Parlamento, con aiuti si immagina esterni alla maggioranza, eviterà questa decisione. Di Maio farebbe la sua figura da anti-acciaieria ma i posti di lavoro sarebbero tutelati. Poi gioca sulle ambiguità lessicali, insistendo sul fatto che non ci saranno problemi se la nuova proprietà rispetterà gli impegni e che però l'immunità penale non era prevista. Ma la questione è che il rispetto degli impegni, cui fa riferimento, non è possibile se non prolungando (non istituendola di nuovo, quindi) la condizione di immunità che era stata garantita alla gestione commissariale. Poi Di Maio, scottato per non essersene accorto, polemizza con l'azienda per la messa in cassa integrazione di 1.400 lavoratori. Forse ha anche ragione il ministro in questo caso, ma il modo in cui sta gestendo i rapporti con la proprietà lo fa passare in torto.

 

Accoppiata di insipienza organizzativa e minacciosa spietatezza nella fase attuativa del cosiddetto reddito di cittadinanza. In questi giorni si dovrebbe cominciare a convocare, per colloqui orientativi, i percettori del reddito in condizione di poter accettare un lavoro (escludendo quindi chi ha problemi di assistenza a parenti o altri impedimenti). Ma, a quanto si viene a sapere, la macchina organizzativa non si è messa in moto, almeno nel Lazio, e le responsabilità evidentemente sono da cercare presso Inps e Anpal. Tuttavia a essersi messa in moto, con finalità anche propagandistiche, è la macchina della paura, con regole minacciose per chi non si presentasse alle convocazione. Dopo una prima convocazione saltata si perde un mese di reddito. Dopo la seconda due mesi. Alla terza si esce dal programma di sussidio, diventando, a quel punto, poveri definitivi e difficilmente inseribili in altri programmi di assistenza. Una follia crudele, in cui si usa come sanzione l'interruzione di un sostegno pubblico ritenuto vitale. Comunque per ora niente paura, tanto le convocazioni non partono, almeno in alcune regioni.

 

I rifiuti di Roma stanno per ridiventare un caso nazionale. Vedete in questo abbozzo di dialogo con la regione che il comune, chiamato in causa, dovrebbe indicare gli impianti da costruire. Possiamo già immaginare che non lo farà, perché è un comune grillino e quindi ideologicamente, solidamente, contrario a qualunque forma di smaltimento o trattamento dei rifiuti. Vedrete.

 

Brutta storia.

 

Ha inventato il racconto fatto di sesso e shopping, insomma la condizione urbana. Ha venduto libri a decine di milioni. La morte di Judith Krantz.

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