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La confusione sulla manovra e il nazionalismo secondo Trump. Di cosa parlare stasera a cena

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati da Giuseppe De Filippi

4 Dicembre 2018 alle 18:12

La confusione sulla manovra e il nazionalismo secondo Trump. Di cosa parlare stasera a cena

Foto LaPresse

Il ministro fa il fenomeno, ma non sta spoilerando una serie Tv, questa volta è un'inchiesta vera. Fa arrabbiare il procuratore di Torino, Spataro, che non è un tipo tenero. E, per tutta risposta, invece delle scuse, ne invoca il pensionamento. E' una storia che non finirà benissimo.

 

Ecco, riportato da Francesco Nicodemo, il documento ufficiale con cui la procura prende posizione per criticare il ministro dell'Interno.

 

Parlate anche di manovra economica, sì, va bene, è tema apparentemente noioso e ripetitivo, ma il modo in cui il governo italiano si sta incartando, tra promesse impossibili, provvedimenti bandiera, trattative surrettizie con l'Europa, sta diventando uno spettacolo. Comunque si va avanti a colpi di rinvii in patria, mentre starete a cena il ministro Tria sarà in commissione a cercare di preparare il terreno per le modifiche, mentre il cammino degli emendamenti è fermo già dal primo pomeriggio. L'Europa finge benevolenza ma prepara la botta. E Tria candidamente ammette che dei due disegno di legge più sbandierati, sostegno al reddito e quota 100, non c'è neanche una riga, un articolo, una bozza. E altrettanto candidamente si affida a uno "speriamo di non andare in recessione" che non sembra proprio un tratto da decisionista

  

E Renzi coglie una contraddizione notevole.

 

A proposito, tanto sono confuse le strategia governative pure su temi caldi come le pensioni e tanto sono chiare, invece, le soluzioni consigliate da studiosi, come Alberto Brambilla, che pure sono in stretto contatto con il mondo leghista- Oggi Brambilla ha diffuso con un'intervista al Corriere della Sera le sue indicazioni per rendere quota 100 realizzabile. Vedremo se e come verrà ascoltato.

 

Confindustria va avanti e mantiene lo schema a 12, come a Torino ieri. A Salvini, che invitava il presidente Boccia per un caffè, è stato risposto che i caffè dovevano essere, appunto, 12, perché la rappresentanza del mondo produttivo non intende spezzettarsi e farsi maltrattare uno per volta, ma preferisce continuare ad agire come un fronte comune. E si chiede anche a Salvini di indossare i panni di segretario della Lega, nell'eventuale incontro, per avere non un ministro davanti ma un capo politico. Segnale particolarmente importante.

  

Macron ingiallisce appresso ai gilet e sospende le sue misure fiscali, manda il primo ministro Philippe a fare la figuraccia ma forse così scontenta sia il suo elettorato urbano sia i suoi contestatori. insomma, detto comodamente a cena, forse era meglio tenere duro, provare col metodo Thatcher anziché con l'eterna trattativa, tra l'altro con un movimento incapace di dare la minima garanzia di affidabilità.

 

Trump fa un po' come il governo italiano: tiene alte le bandiere elettorali (nel suo caso i dazi) e intanto tenta di smontarle, facendo accordi.

 

I liberisti del Cato Institute si chiedono cosa intenda Trump autodefinendosi nazionalista, interessante, per cene tra appassionati.

 

Quando si dice notizie non rassicuranti. 

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