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Il Vaticano di Macron e il Di Maio a idee zero. Di cosa parlare stasera a cena

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

26 Giugno 2018 alle 18:56

Il Vaticano di Macron e il Di Maio a idee zero. Di cosa parlare stasera a cena

Foto LaPresse

Luigi Di Maio non sa bene che dire se deve parlare di temi legati ai suoi due ministeri, va davanti a una platea abbastanza agitata dalle questioni fiscali, come quella della Confartigianato, e butta lì un po' di flat tax, ma come ossequio non troppo convinto. E poi, come sta facendo per tutta la giornata, si va a richiudere nel suo mini fortino ideologico, quello dell'internet gratis. Ne propone una mezz'ora al giorno per tutti, causando battute ironiche, ma si vede che sguazza felice nel suo mondo da raduno a 5stelle, tra acqua pubblica acqua pubblica (che è stata affidata al ministro Costa) e onestà onestà. Ma idee zero, a meno di 24 ore dal varo, attesissimo a questo punto, del suo primo decreto. Quello con cui avrebbe dovuto occuparti, prima di tutto!, dei rider, e invece non se ne occuperà perché ricondotto a ragionevolezza dalle parti sociali e quindi promotore di un normalissimo tavolo di confronto. Per il resto forse farà qualche cambiamento marginale al regime dei contratti a termine e, sorpresa, non un alleggerimento ma un inasprimento (contributivo e non fiscale, ma per chi paga è uguale) per il costo del lavoro nei contratti a tempo determinato.

 

Infatti, oltre alla, pochissima, sostanza, c'era un po' di show mediatico, nell'abbraccio tra Di Maio e Matteo Salvini, e un po' di fuffa propagandistica, ancora una volta nella comfort zone a 5 stelle, parlando dei soliti vitalizi. Comunque prosegue in realtà il confronto tra i due vicepresidenti, e oggi Salvini forse si tiene un po' più lontano dalle telecamere perché effettivamente non saprebbe bene cosa dire per aggiornare la sua battaglia navale mediterranea, nella quale può vantare pochissimi successi, anzi dovrebbe riconoscere un immutato andamento dei flussi, come dire, fondamentali di persone, mentre ancora si sente l'eco delle risate mondiali dopo la sua esperienza di negoziatore internazionale in Libia. E accanto alle risate anche una comprensibile indignazione a partire dalle condizioni nei campi libici.

  

Poi c'è il fantastico Emmanuel Macron, da oggi protocanonino del capitolo lateranense. Lo apprezziamo per aver accettato l'incarico, cosa che invece Francois Hollande e altri presidenti prima di lui non fecero, e per aver ravvivato, un po' alla Napoleone III (ma gli auguriamo miglior fortuna), il classico asse Francia-Vaticano. L'ammodernamento della relazione franco-vaticana non prevede la difesa dello stato pontificio dai bersaglieri o dai garibaldini, ma dai sovranisti italiani sì, e quindi grande enfasi nell'incontro romano tra il neo protonotario e il papa  sulla difesa della vita nel mediterraneo e sulla protezione dei migranti.

 

Vi va di parlare degli sviluppi interni al Pd? Beh ne vale la pena, perché le opposizioni bisogna tenersele strette. Il tema tuttavia è ampio, tra richieste di congresso e attacchi reciproci un po' stantii, mentre, per curiosità, si può dare una guardata, e magari parlarne, al modello Zingaretti, cioè al lavorio, guidato dal presidente della regione Lazio, per cercare di allargare il campo del Pd ma tendendo verso sinistra e verso il movimentismo. Funzionerà? Vedremo, potrebbe perfino essere un'operazione da affiancare invece all'Italia Libera proposta dal Foglio come versione forte e decisa dell'altrimenti scialbo fronte repubblicano.

 

Volete parlare ancora di Russia? Stavolta non per i mondiali o per Putin, ma per l'asteroide (e sempre grazie alla nostra atmosfera che ci ripara da queste sassate spaziali).

 

Un bicchiere di vino con un panino? No, o forse sì, comunque per la ricetta della felicità si scende a dimensioni molecolari, quindi molto minori dell'accoppiata cibo e bevanda indicata da Albano e Romina.

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