Le tante anime del governo giallo-verde e la svolta elettrica di Fca. Di cosa parlare a cena

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

1 Giugno 2018 alle 18:45

Le tante anime del governo giallo-verde e la svolta elettrica di Fca. Di cosa parlare a cena

Luigi Di Maio e Matteo Salvini (foto LaPresse)

Chic, bei sorrisi, informali il giusto.

 


  

Poi il giuramento del governo a tre anime e mezza, anzi 4 anime di cui due mezze. Vediamole, c'è quella a 5 stelle orientamento Di Maio e quindi abbastanza pragmatica e governativa cui si somma un'altra mezza che invece è di un cinquestellismo più antipolitico. Poi c'è la parte salviniana cui nell'ombra più totale non si contrappone ma si affianca un mondo leghista orientato alla stabilizzazione del potere. Infine la quarta anima più tecnica, quirinalizia, istituzionale, formata dal duo Giovanni Tria, Enzo Moavero Milanesi. Il problema, problemone, sarà farle andare avanti insieme. Stando alle intenzioni, seppure un po' confuse, del famoso contratto di governo la convivenza e il lavoro comune sono impossibili. Ce ne accorgeremo presto, comunque, perché una serie di scadenze sono già in arrivo. Il gioco delle componenti divergenti del governo potete estenderlo a piacimento, come passatempo per le vostre cene.

 


 

Giuseppe Conte, però, non era vincolato dal famoso contratto? Non trovava lì, in quello strambo documento, la sua sostanza politica, come mediatore e garante tra Lega e 5 stelle? Però già fin d'ora la lettera del contratto sembra tradita, se non altro con le intenzioni programmatiche del ministro dell'Economia. E allora Conte cosa diventa senza contratto? Un precario?

 


 

Ecco, queste robine, e questo simpatico personaggio ora sono un problema di Luigi Di Maio. Mentre Michele Emiliano ha già messo in chiaro che se il governo volesse chiudere l'impianto di Taranto lui c'è ed è d'accordo. Mettendo così in imbarazzo il governo, per mille ragioni. La chiusura sarebbe disastrosa per Taranto ma farebbe malissimo anche a Genova, dove a governare la regione è Giovanni Toti e dove la Lega, che sostiene lealmente il governatore, è schieratissima in difesa del locali stabilimento Ilva.

 

L'opposizione ben educata.

 


 

I mercati, sempre siano lodati, se ne stanno tranquilli a crescere con gli indici in rialzo e lo spread in calo. Tutto apparentemente tranquillo, ma ovviamente al primo accenno vero, non stoppato da Tria, di brusco aumento del deficit con misure strutturalmente costose, come la eliminazione della legge Fornero, tornerebbero a mordere. Mentre un giornale conservatore inglese non prende con simpatia l'avvio del nuovo governo italiano, e taccia Conte di essere il Guru della Helicopter money. Mentre Nouriel Roubini e Brunello Rosa guardano alle tentazioni di uscita dall'euro e ai fattori che potrebbero spingere verso quella scelta drammatica. 


 

Mentre la Bce compie 20 anni, la Faz fa sì gli auguri ma nota come il compleanno cada in giorni complessi e con l'Italia come prima ragione di preoccupazione.

 

Mmmmhhhh sara vero?

 


  

Non lontano, in linea d'aria vicinissimo al palazzo del Quirinale, il Pd manifestava per il rispetto della Costituzione, che va sempre bene, ma la mobilitazione era stata un po' superata dagli eventi e soprattutto dalla rappacificazione almeno apparente tra Luigi Di Maio e Sergio Mattarella (che in quegli stessi momenti si stavano dando la mano dopo il giuramento del neo vicepresidente del Consiglio). Però con l'aggiunta di manifestazione anti-populista si recuperava un senso anche coraggioso all'iniziativa, mentre il costituzionalista Stefano Ceccanti ha approfondito alcuni aspetti controversi del nuovo assetto governativo.

 


 

In Spagna finisce il governo di Mariano Rajoy, popolare, e comincia quello di Pedro Sanchez, socialista. Per noi può essere divertente vedere come ci siano già pressioni di stampa simili a quelle che da noi puntavano sull'accordo tra Pd e 5 stelle per fare in modo che Sanchez accetti la presenza di Podemos nel suo governo. Non è detto che finisca così.

 

C'è qualcosa di molto trumpiano ma anche un fascino da storie di spie anni 50 negli incontri a Manhattan tra negoziatori americani e coreani. Per cena vale sempre quel brivido da confronto duro, diplomatico e militare, e anche l'infallibile riferimento alla capitale del mondo con cui dare poi l'avvio a conversazioni in varie direzioni. Comunque il dialogo pare che proceda anche benino.

  


 

Intanto Fca (altro che austerità europea) azzera i suoi debiti, prepara il polo del lusso, pianifica, senza fretta, la svolta elettrica.

 

Farà caldo, a cena se ne parla, ma prima faceva freddo e quindi non lamentiamoci, ma in vista del fine settimana e dell'esordio del governo, ecco le attese su due giorni bollenti.

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