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Dallo statuto di Rousseau alle occasioni perse dall'Europa. Di cosa parlare stasera a cena

Idee e spunti selezionati da Giuseppe De Filippi per sapere quello che succede nel mondo

31 Gennaio 2018 alle 17:54

Dallo statuto di Rousseau alle occasioni perse dall'Europa. Di cosa parlare stasera a cena

Che noia la Catalogna revolucionaria, ma per fortuna it's over, come dice lo stesso Carles Puidgemont. Quindi superata la fase noiosa si può tornare, a cena, a parlare di Catalogna per le cose che invece di divertono: viaggetti, ristoranti, architettura, perfino economia.

 

  

E mentre la buffonata catalana rientra nella sua dimensione di piccola competizione tra diverse forze politiche localiste, l'altro bubbone 2017 si fa sempre più complicato. Le trattative per gestire in modo appena ordinato la Brexit oggi si sono arenate su un brutto scoglio. Perché parlarne a cena? Mah, effettivamente si possono toccare argomenti più divertenti, però non mancano le suggestioni per traslare, come al solito, tutte queste vicende nella nostra campagna elettorale. E quindi fare due chiacchiere sulle fini non allegre dei localismi anti europei. Tema che, con un po' di pepe politico partitico, può anche sostenere qualche minuto di conversazione.

   

L'Europa però non perde occasione per far crescere inutilmente i suoi contestatori. Succede con la vicenda dell'Ema. Ad Amsterdam effettivamente c'è un buco, che potrebbe ricordare un cantiere della Metropolitana, e lì dicono che dovrebbero sorgere gli uffici europei del farmaco. Il tema per discuterne può essere quello della pervicace capacità europea di produrre inutilmente antipatia. Sembra eccellere nel ramo il commissario alla salute Vynetis Andriukaitis. A domanda sul ricorso per Ema, invece di valutare nel merito, risponde che nasce dalle polemiche elettorali italiane. Però a sua difesa va detto che era intervenuto in modo speculare nella questione dei vaccini, dicendo che in quel caso non si doveva usare il tema per farne oggetto di campagne elettorali

 

 


 

Oggi in politica conta solo lo scoop del Foglio e i suoi divertentissimi sviluppi

 

 

Ah c'è la campagna elettorale. C'è qualche scossa di assestamento post-presentazione liste, interviste acide, posizionamenti. Matteo Salvini rintuzza il neo-pontiere Gianluigi Paragone e si nega a futuri accordi extra coalizione. I sondaggi intanto non premiano l'arrocco leghista. Ma che è roba di cui parlare a cena questa? certamente no. Semmai, in cena romantica, si parli d'amore. E quindi eccoci al punto.

 

 


 

L'addio a Azeglio Vicini, ricordare i suoi mondiali del 90, il tratto umano, le origini del nome, il lavoro come ultimo tecnico della Nazionale di provenienza federale. Lo spunto è triste, ma può portarci a riflettere sul calcio italiano di oggi, e ricordare quell'inizio di anni 90, che trasferì l'espressione "lotteria dei rigori" dalla sfera del trito/giornalese a quella dell'impronunciabile.

 

Cosa potevano inventarsi in Formula1 per rendere omaggio all'ondata moralista, ai cascami del #MeToo? L'ideona è la eliminazione delle grid girls, le splendide presenze, non vestitissime per la verità, nelle fasi precedenti alla partenza dei Gran Premi. Via da questa stagione, e a questo punto immaginiamo che le ragazze del Paddock saranno ammesse solo se fidanzate ufficialmente. Parlatene a cena.

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