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Coronavirus e i giorni d'oggi, se ci fosse stato ancora Philip K. Dick

Se ci fosse ancora Philip K. Dick, forse ne avrebbe tratto le stesse conclusioni fantasiose. Un post romanzato sul quello che stiamo vivendo in questi giorni.

20 Marzo 2020 alle 13:00

I giorni d'oggi, se ci fosse stato ancora Philip K. Dick.

All'inizio dell'estate del 2019, un gruppo di elitari mondiali si radunarono in Svizzera per il 67° incontro. Infatti ogni anno, da ben sessantasette, un gruppo di imprenditori, filantropi, magnati elitari mondiali e "opinion maker", si incontravano quasi come in rito, in giro per il mondo. Il tema di ogni occasione, era quello di analizzare i propri bisogni, interpretare quello accaduto nell'anno precedente e porre gli obiettivi per l'anno successivo. La necessità emersa questa volta - ma forse già discussa in uno dei precedenti e forse sempre - era riuscire a realizzare un nuovo modello sociale mondiale. 

Il piano prevedeva dunque, di raggiungere alcuni obiettivi e per farlo si era giunti alla conclusione che imprigionare le persone le avrebbe rese dei maggiori consumatori.  

Ma come fare? Le ipotesi sul tavolo furono diverse, ma solo quella che velava l'azione, dietro una necessità sanitaria, accolse il maggiore interesse. Infondo tutti ricordavano che la schiavitù poteva essere libertà.

Alcuni finanziatori dei maggiori colossi mondiali dell'e-commerce, avevano necessità di incrementare il proprio dominio e guadagni. Con una soluzione di reclusione forzata in casa dei consumatori, avrebbe spinto anche quelle sacche di resistenza che si rifornivano fisicamente negli store fisici, a utilizzare gli e-commerce. Ma non tutti, solo quelli assolutamente più forniti per soddisfare ogni richiesta dei propri clienti. 

I grandi investitori della finanza, avevano bisogno di eliminare i soldi contanti, e incentivare a usare unicamente le carte di credito per le loro percentuali sull'utilizzo. Erano disposti anche a uccidere chi proprio delle carte di credito, non voleva sentirne parlare.

Mentre i finanziatori del mondo tech, avevano la necessità di incrementare il numero di connessioni vendute, di dispositivi mobile e strumenti digitali, per fare in modo che i consumatori potessero essere continuamente soggetti alla loro invasiva presenza. Acquisire i loro dati di consumo e interesse, per riusarli o venderli alle compagnie pubblicitarie. Solo un anno prima, erano riusciti incredibilmente a far mettere dei microfoni nelle case di moltissime persone con la scusa che potevano chiedergli favole o notizie. 

Chi invece aveva interessi di potere politico, aveva la necessità di fare in modo che tutte le leggi mondiali si allineassero verso lo stesso modello per tutti, poche regole ma estremamente ferree e con buone motivazioni per applicarle seppure antidemocratiche. Il maggior controllo possibile, sarebbe stato servito.

Nel loro piano di riuscita del progetto, avevano supposto che sarebbe stato necessario plasmare prima il modello sociale e poi mantenerlo. Il modo migliore poteva essere quello di ideologizzarlo come possibile e anzi funzioanale. In fondo, stando comodamente a casa e aver paura di uscire, al termine della paura, sarebbe rimasto lo stare in casa, perchè le altre persone erano divenute ormai estranee se non addirittura pericolose. E tutto era pronto per essere vissuto.

Secondo alcuni testimoni, il vero colpo di genio venne a quella volpe di filatropo ormai novantenne, che consigliò di far chiudere anche le Chiese, che sarebbero potute essere troppo scomode con quel parlare di Speranza e Comunità.

Per qualche tempo, nei mesi successivi, uscirono delle immagini che a detta di qualcuno, erano dei disegni fatti durante l'incontro, ma nessuno ne potè aver certezza.

Ovviamente questo piccolo articolo è solo da considerare un esercizio di stile, una storia da raccontare in un romanzo o un film di cospirazioni. Però il disegno è vero, lo si usa quando si vuole spiegare il potere della persuasione nel marketing.

Alessandro Giagnoli

Sposato e padre di quattro giovani promesse dell'umanità, da oltre quindici anni segue il mondo digital e ne racconta i fatti e retroscena. Nel board di MovingUp dal 2015 come Seo e Project Manager. Dal 2017 scrive sul Foglio di questioni legate al mondo digitale.

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