Google dovrà pagare gli editori per riutilizzare i loro contenuti. Succede in Francia

Alessandro Giagnoli

L'Autorità francese ordina a Google di negoziare con gli editori e le agenzie di stampa, la remunerazione che è loro dovuta ai sensi della legge relativa ai diritti del copyright.

Il mondo delle news e dell'editoria vive costantemente un amore|odio con Google e la sentenza francese, sancisce un nuovo tassello alla lunga diatriba. 

Secondo l'Autorità francese per la concorrenza, i metodi di attuazione da parte di Google della legge del 24 luglio 2019 sul Copyright, costituirebbero un abuso di posizione dominante.

La legge del 24 luglio 2019 prevedeva di stabilire le condizioni per una negoziazione equilibrata tra editori, agenzie di stampa e piattaforme digitali, al fine di ridefinire, a favore degli ultimi, la condivisione del valore tra questi attori.

Questa ingiunzione richiede che i negoziati si traducano effettivamente in una proposta di remunerazione da parte di Google.

  • Google deve condurre trattative entro 3 mesi dalla richiesta di apertura delle trattative da parte di un editore.
  • Né l'indicizzazione, né la classificazione, né la presentazione del contenuto protetto incluso da Google nei suoi servizi dovrebbero essere influenzate in particolare dai negoziati.
  • Google dovrà fornire all'Autorità rapporti mensili su come si conforma alla decisione.

Google aveva risposto nei fatti, con una comunicazione sui propri canali, in cui affermava: “Adesso, quando mostriamo risultati di ricerca relativi ad una notizia, vedete un titolo con un link che vi porta direttamente al sito d’informazione. In alcuni casi offriamo anche una preview dell’articolo e per esempio qualche riga di testo o un’immagine. Quando la legge francese entrerà in vigore, non pubblicheremo più questa overview in Francia per gli editori europei a meno che l’editore non si sia mosso per informarci di questo desiderio”.

La sentenza, inoltre, prospetta una retroattività nei pagamenti dal 24 ottobre 2019. 

Cosa farà ora Google, non è dato sapersi, le possibili soluzioni riguardano eventuali accordi con gli editori oppure la rinuncia da parte di Google di continuare a mettere nel suo indice la stampa francese.


 

[aggiornamento 9 aprile 2020, ore 18.27] Richard Gingras, vicepresidente News di Google, ha commentato così la sentenza: “Fin da quando la legge europea sul copyright è entrata in vigore lo scorso anno abbiamo avviato dialoghi con gli editori per incrementare il nostro supporto e gli investimenti verso l'industria dell'informazione. Rispetteremo la decisione dell'Autorità Garante della Concorrenza, che stiamo analizzando, portando avanti queste trattative”.

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