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Anche se il Coronavirus invade le notizie, c'è chi guarisce dall'HIV

E' inevitabile che la cronaca di questi giorni riguarda il problema del Coronavirus, ma bisogna trovare anche buone notizie, come il secondo caso di una persona che è stata guarita dall'HIV.

10 Marzo 2020 alle 17:55

Cellule HIV

Cellule HIV

Una iniezione di fiducia, partendo da lontano. Negli anni '80 il timore dell'HIV ha dominato le cronache, oggi la BBC rielva del secondo caso in cui un uomo viene guarito dall'HIV. Oltre alla fiducia, abbiamo bisogno di speranza (e confidiamo nei diversi laboratori nel mondo che stanno cercando di produrre il vaccino per il Coronavirus) e notizie come questa possono darla.

Adam Castillejo è la seconda persona al mondo guarita dall'HIV. Non è stato curato dai farmaci specifici per l'HIV, ma da un trattamento con cellule staminali ricevuto non per la cura dell'HIV, ma per un cancro che nel frattempo aveva complicato le cose. 

A quanto pare, i donatori di quelle cellule staminali hanno un gene non comune, che fornisce una protezione proprio contro l'HIV. In questo caso il "guarito 1" era Timothy Brown che nel 2011, dopo tre anni e mezzo di una terapia simile, aveva debellato l'HIV. I trapianti di cellule staminali sembrano impedire al virus di replicarsi all'interno del corpo, sostituendo le cellule immunitarie del paziente con quelle donatrici, che resistono all'infezione da HIV.

I medici comunque restano cauti, affermando che non sarà un trattamento per milioni di persone in tutto il mondo che vivono con l'HIV. La terapia, molto aggressiva, è stata principalmente utilizzata per trattare i tumori dei pazienti, non il loro HIV. E gli attuali farmaci per l'HIV rimangono molto efficaci, il che significa che le persone con il virus possono vivere una vita lunga e sana.

Gli scienziati spiegano che il CCR5 è il recettore più comunemente usato dall'HIV-1  (il ceppo virale dell'HIV che domina in tutto il mondo) per entrare nelle cellule. Ma un numero molto piccolo di persone resistenti all'HIV ha due copie mutate di questo recettore CCR5. Questo significa che il virus non può penetrare nelle cellule del corpo che infetta normalmente.
Secondo le previsioni e test effettuati, il 99% delle cellule immunitarie in questo modo, vengono sostituite da cellule donatrici.

C'è speranza, oltre l'isolamento.

Alessandro Giagnoli

Sposato e padre di quattro giovani promesse dell'umanità, da oltre quindici anni segue il mondo digital e ne racconta i fatti e retroscena. Nel board di MovingUp dal 2015 come Seo e Project Manager. Dal 2017 scrive sul Foglio di questioni legate al mondo digitale.

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