Tre mesi per ammirare Raffaello che ha riposato al buio del lockdown

Giuseppe Fantasia

Riaperta la grande mostra alle Scuderie del Quirinale

Roma. “Abbiamo sottratto al virus il tempo che ci aveva preso ed eccoci di nuovo qui, con una mostra che durerà, come previsto, tre mesi, fino al 30 agosto”. E’ ovviamente molto soddisfatto il presidente e ad Ales-Scuderie del Quirinale Mario De Simoni, che racconta al Foglio le peripezie di quella che è senza alcun dubbio la mostra dell’anno. Inaugurata il 5 marzo scorso e chiusa dopo soli tre giorni, “Raffaello 1520-1483” non si poteva perdere. Curata da Marzia Faietti e Matteo Lafranconi è la più grande dedicata al sommo artista del Rinascimento, morto a Roma 500 anni fa, con più di cento capolavori autografi tra dipinti, disegni preparatori, arazzi e progetti architettonici.

 

“Nel giorno della Festa della Repubblica è divenuta così il simbolo della ripartenza italiana”, aggiunge il presidente che con il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini ha accolto i primi visitatori dopo i consueti controlli e sanificazione delle mani. “Fondamentale è stata la nostra determinazione a salvare tre anni di duro lavoro”, spiega. “E’ stata immediata la disponibilità di Eike Schmidt, direttore degli Uffizi, a lasciare tutti i prestiti per il tempo necessario e quel gesto è stato il primo mattone con cui poter iniziare a costruire tutte le trattative con gli altri 52 prestatori che hanno deciso di imitarlo”. Curiosa, quanto necessaria, la “trovata” di tenere la mostra al buio per tutta la durata della sua chiusura (una sorta di omaggio ante litteram agli “impacchettamenti” dell’artista Christo scomparso pochi giorni fa?) con disegni e oggetti sensibili al deterioramento coperti con pesanti drappi neri. “Tutta questa attenzione che si ha oggi per Raffaello, un artista e un intellettuale totale, c’è, forse, perché si ha voglia di una pittura più serena rispetto a quella del Caravaggio, simbolo del tremendismo e di una vita tormentata”, l’artista che portò alle Scuderie 600 mila visitatori nel 2010. Battere quel record, a quanto pare, non sarà impossibile visto che nella prima settimana sono stati venduti oltre 22 mila biglietti con ingressi fino alle 22, presto estendibili fino alle 2 di notte. Una mostra emozionante che farà comprendere al pubblico come Raffaello sia arrivato al linguaggio moderno partendo dall’antico.

 

Da non perdere, parola del presidente, l’“Autoritratto con un amico”, i ritratti di Baldassarre Castiglione e Leone X e la “Madonna d’Alba” proveniente dalla National Gallery di Washington, “un’opera che è sempre appartenuta alle massime potenze del mondo, dalla Spagna alla Russia fino agli Stati Uniti”. Dal Prado è arrivata anche “La Visitazione”, la pala commissionata dalla famiglia aquilana Branconio per la cappella nella chiesa di San Silvestro dove rimase prima di finire in mani reali spagnole. “Questo quadro, conclude, lo vedo anche come un auspicio di un ritorno alla normalità. “Quel momento è di solito rappresentato con un abbraccio, mentre qui con una stretta di mano, uno dei gesti simbolici che non possiamo più fare in questo periodo”.