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Matera Duemilasempre

La città che scava nella roccia ora guarda le stelle

Ci sono generazioni nuove che non hanno ereditato la vergogna della miseria, che conoscono la propria storia e sanno come trasformarla in una risorsa preziosa

25 Febbraio 2019 alle 11:19

La città che scava nella roccia ora guarda le stelle

Foto Pixabay

Su Matera hanno tutti ragione, o almeno una buona ragione. Gli entusiasti e gli incazzati. I delusi e gli illusi. Gli spavaldi e i timorosi. I gufi e le allodole. Renzi e Meloni. Sgarbi e Montanari (persino lui, però poco). Perché Matera, e questo è il suo dramma e la sua salvezza, è un “oggetto imprendibile”. Un mostro. Un prodigio. Un monumento alla coabitazione di opposti, destinata per questo all’irrisoluzione.   Vi dicono che è fatta di tufo, ma è...

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Simonetta Sciandivasci

Nata a Tricarico nel 1985 e cresciuta tra Matera e Ferrandina, ora vive a Roma, senza patente. Libri, uno: La Domenica Lasciami Sola (Baldini&Castoldi, 2014). Scrive su Il Foglio, Linkiesta, Rolling Stone, La Verità. È redattrice di Nuovi Argomenti.
Tanto vale vivere.

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