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L'ossessione dell'oblio. Intervista al filosofo Rémi Brague

Il medievista, che ha ricevuto nel 2017 il premio Internazionale di cultura cattolica, analizza la situazione dell'Europa: “I monti e i fiumi non possono scomparire, la sua cultura sì. Siamo stati il centro della cristianità dall’Impero Romano. Ora siamo ammalati”

27 Novembre 2017 alle 11:03

L'ossessione dell'oblio. Intervista al filosofo Rémi Brague

Il filosofo e medievista Rémi Brague

L’ossessione qui è di dimenticare”, ha detto lo scorso settembre al giornale La Croix il parroco di La Souterraine, un piccolo comune della Nuova Aquitania francese. Con quella frase, Padre Xavier Durand intendeva indicare il destino che in Francia sembra attendere il cristianesimo, simile a quello dei papiri egiziani del Terzo secolo, di cui Durand è un rinomato specialista. Rémi Brague è uno dei principali rappresentanti intellettuali di quella Francia che appare avviata all’oblio e all’irrilevanza.   A Monaco il...

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Commenti all'articolo

  • carlo schieppati

    27 Novembre 2017 - 15:03

    Brague nei saggi sul "cristianismo" ha messo in luce come non era intenzione dei cristiani costruire alcuna civiltà e che la "civiltà cristiana" è da considerarsi un effetto collaterale del desiderio di alcuni uomini di seguire Cristo nel quale, in secoli bui, avevano ritrovato una speranza e che aveva riacceso in loro il desiderio. Adesso la preoccupazione principale delle autorità ecclesiatiche sembra quella di evitare si producano ancora delle conseguenze sociali dalla vita cristiana. Si veda il libello di Antonio Spadaro sugli "ecumenisti dell'odio". L'Occidente, l'Europa in particolare, è ormai la terra dei morti viventi.

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