Giampiero Pesenti (foto LaPresse)

È morto il “re del cemento“ Giampiero Pesenti

Daniele Bonecchi

Nome simbolo del capitalismo di relazione, è stato fondatore, col padre Carlo, di Italcementi. Quando l‘Italia costruiva: in Italia ma anche nel mondo

Cemento di relazione. Se n'è andato a 88 anni Giampiero Pesenti, "re del cemento" col padre Carlo, fondatore, nell'Italia della crescita, di Italcementi. La famiglia aveva fatto crescere uno dei gruppi per la produzione di cemento più importanti del mondo. Quando l‘Italia costruiva: in Italia ma anche nel mondo. Poi era entrato nei salotti buoni della finanza e dell’industria italiana, solo qualche anno fa aveva deciso di lasciare la guida delle sue società al figlio Carlo.

 

Giampiero Pesenti, classe 1931, è stato un nome simbolo di quello che è stato chiamato il capitalismo di relazione, quella rete non sempre trasparente, ma solida e “a vista” come il cemento armato, fatta di patti, alleanze e rapporti fiduciari personali che dal Dopoguerra ha raccolto le grandi famiglie e industriali e finanziarie: il salotto buono attorno a Mediobanca di cui Pesenti è stato un protagonista discreto.

 

È stato anche presidente del patto di sindacato di Rcs e consigliere di amministrazione della Pirelli. Aveva conservato solo la presidenza onoraria di Italmobiliare. Pesenti, imprenditore dal grande fiuto, nel '92 sorprese tutti con l'acquisizione di Ciments Français, società grande più di due volte il gruppo bergamasco, realizzando di fatto la globalizzazione del gruppo di famiglia. Nominato Grand’Ufficiale e Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, andava particolarmente fiero della Legion d'Onore francese. Altri tempi, altra generazione d'imprenditori.

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