Mafia Capitale senza mafia

La corte d'Appello riduce le pene a Gaudenzi, Bracci, Salvatori e Gammuto, per il quale decade anche l'aggravante di "associazione di stampo mafioso"

25 Gennaio 2017 alle 15:03

Mafia Capitale

Giosuè Naso, avvocato di Massimo Carminati, nella prima udienza del processo (foto LaPresse)

Pene ridotte in appello per quattro persone condannate per corruzione il 3 novembre 2015 nell'ambito del processo Mafia Capitale. Per Emilio Gammuto, collaboratore di Salvatore Buzzi, considerato uno dei capi dell'organizzazione, la corte d'Appello ha escluso l'aggravante mafiosa: dai 5 anni e 4 mesi di reclusione, i giudici di secondo grado sono passati a 3 anni riconoscendolo colpevole soltanto di corruzione. Sconto anche per Fabio Gaudenzi e Raffaele Bracci, secondo l'accusa collegati a Massimo Carminati: da 5 anni a 2 anni e 8 mesi ciascuno. Emanuela Salvatori, ex funzionaria del Campidoglio e responsabile dell'attuazione del Piano nomadi di Castel Fusano, anziché 4 anni ne dovrà scontare 3.

 

La messa in scena di Mafia Capitale

Film, libri, pm che giocano a fare giornalisti e inchieste alla "Pulp Fiction". Come l’allegro circo mediatico-giudiziario-cinematografico ha trasformato mafia capitale in un brand di successo (e pazienza se la mafia non c’è, no?).

 

A Gaudenzi e Bracci era contestata l'usura ai danni di un imprenditore per un fatto avvenuto nel 2014: si fecero promettere interessi di 3.000 euro al mese a fronte di un finanziamento di 30mila euro, in pratica un tasso annuo del 120 per cento. La Salvatori e Gammuto, invece, dovevano rispondere di due episodi di corruzione distinti. Tra il 2013 e il 2014, l'ex dipendente del comune avrebbe ottenuto da Buzzi la promessa dell'assunzione della figlia “presso uno dei soggetti economici a lui riconducibili” nella gestione del campo nomadi di Castel Romano, in cambio di “informazioni sullo stato delle pratiche amministrative in corso” e di un finanziamento di 150mila euro a una cooperativa sotto la gestione dello stesso Buzzi.

 

Gammuto, da par suo, avrebbe concordato con Buzzi e dei suoi collaboratori “l'assegnazione di utilità” tra il 2012 e il 2013 al funzionario comunale Claudio Turella, responsabile del servizio Programmazione e gestione verde pubblico: in particolare, si fa riferimento al pagamento di 25mila dei 40mila euro promessi per l'emergenza maltempo e all'ulteriore promessa di altri 30mila euro per la manutenzione delle piste ciclabili.

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Commenti all'articolo

  • m.dimattia

    25 Gennaio 2017 - 18:06

    Magari è pedanteria. Anzi senz'altro. Il 10% mensile corrisponde grossomodo al 213% annuo. Sarebbe il 120% se i 66000 euri venissero corrisposti in soluzione unica alla fine dell'anno. A 3000 euro di interesse mensile (e immagino rimborso finale del capitale) è così.

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  • gio.marcuccio

    25 Gennaio 2017 - 15:03

    Ma poi faranno ricorso, e un altro giudice li rimetterà al lor posto. Mi auguro di sbagliare

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