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Meloni a Niscemi annuncia 150 milioni e un commissario straordinario per la ricostruzione

Le risorse serviranno per la demolizione di edifici, la messa in sicurezza del territorio e l'acquisizione di nuovi immobili per chi ha perso la casa. La premier nomina Fabio Ciciliano. In arrivo mercoledì 18 febbraio in Cdm un decreto per sicurezza, ricostruzione e sostegno agli sfollati

Redazione

La visita della presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Niscemi segna un nuovo passaggio nella gestione dell’emergenza provocata dal ciclone Harry e dalle frane che hanno colpito la cittadina da circa 25 mila abitanti nella provincia nissena. Accompagnata dal capo della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, la premier ha effettuato un sopralluogo nelle aree più danneggiate, ha incontrato amministratori locali e cittadini sfollati, con l’obiettivo di valutare direttamente la situazione e definire le prossime misure di intervento. Nel corso della visita, Meloni ha annunciato lo stanziamento di 150 milioni di euro destinati esclusivamente al comune di Niscemi. Le risorse saranno impiegate lungo tre direttrici principali: demolizione degli edifici non più sicuri, messa in sicurezza del territorio e acquisizione di nuovi immobili per garantire soluzioni abitative a chi ha perso la casa. La presidente del Consiglio ha inoltre anticipato che l'atteso decreto legge maltempo è in arrivo in Consiglio dei ministri questa settimana, mercoledì 18 febbario, e includerà la nomina di Ciciliano come commissario straordinario, figura incaricata di coordinare gli interventi e accelerare le procedure. 

Il decreto in preparazione prevede inoltre misure più ampie per tutti i territori del Mezzogiorno colpiti dal maltempo, con sospensioni fiscali, sostegni economici alle attività produttive e possibili ammortizzatori sociali per lavoratori e agricoltori impossibilitati a proseguire le proprie attività. L’obiettivo dichiarato dal governo è offrire una risposta strutturale e coordinata, in collaborazione con la regione Sicilia e con gli enti locali.

    

Durante il punto stampa, la premier ha sottolineato come le decisioni relative alla fascia di rispetto sul fronte della frana debbano essere basate esclusivamente su valutazioni tecniche e non su pressioni politiche. Secondo Meloni, forzare i tempi significherebbe mettere a rischio la sicurezza dei cittadini. Proprio per questo ha ribadito che, pur comprendendo le aspettative della popolazione, non è possibile indicare tempistiche definitive finché gli esperti non avranno completato le analisi. Niscemi, ha affermato, è oggi uno dei territori più monitorati d’Europa grazie al lavoro congiunto di tecnici, vigili del fuoco, genio militare e operatori specializzati. La visita istituzionale ha incluso anche un incontro operativo al Centro comunale con i rappresentanti dell’esercito e di Anas, focalizzato sul ripristino delle infrastrutture e sulla viabilità compromessa dalla frana. Tra i simboli della giornata, la ricollocazione della croce in pietra recuperata dopo essere precipitata a valle, diventata emblema della resilienza della comunità locale.

 

La premier ha visitato a piedi la zona rossa, incontrato i vigili del fuoco e alcuni cittadini sfollati, in un sopralluog più lungo di quello del 28 gennaio scorso, forse anche in seguito agli attacchi dell'opposizione, che allora l'aveva accusata di essersi limitata a sorvolare la zona in elicottero. Tuttavia la visita di oggi rappresenta un segnale e un momento di confronto diretto dopo settimane di paura e incertezza, ma per gli oltre 1.500 sfollati la priorità resta il ritorno a una normalità ancora lontana. Le prossime decisioni tecniche e l’attuazione concreta delle misure annunciate saranno decisive per trasformare gli impegni in risultati tangibili sul territorio.

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