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Le immagini dell'assalto a un portavalori sulla Brindisi-Lecce. Conflitto a fuoco con i carabinieri

Sulla superstrada all'altezza di Tuturano, almeno sei uomini armati di kalashnikov hanno preso di mira un blindato e hanno provato a scardinarlo con un'esplosione. Fallito il colpo si sono dati alla fuga sparando contro i militari. Salvini: "Scene da Far West". Bonelli (Avs): "Per Piantedosi è colpa dell'opposizione?"

Redazione
Video Ansa

Un furgone portavalori è stato assaltato questa mattina poco prima delle 8 sulla statale 613, la superstrada che collega Lecce a Brindisi, all'altezza di Tuturano. Secondo le prime ricostruzioni, gli uomini – che non sono riusciti a portare a termine la rapina – erano almeno in sei, armati di kalashnikov, con addosso tute bianche e nere e passamontagna, e hanno preso di mira un blindato, scortato da un furgone. In un primo momento lo hanno bloccato mettendo di traverso sulla strada un autocarro poi dato alle fiamme. Dopo aver circondato le guardie giurate con le loro auto, alcune delle quali con finto lampeggiante a simulare interventi di forze di sicurezza, hanno provato a scardinare il blindato con un'esplosione che ha provocato una nuvola di fumo ripresa dagli automobilisti bloccati in quel tratto di strada. Sul posto sono intervenuti carabinieri e vigili del fuoco. Al momento non risultano feriti.

 

 

Per l'intervento dei carabinieri, gli assaltatori non sono riusciti a portare a termine il colpo e sono scappati verso Squinzano, in provincia di Lecce, sparando contro i loro inseguitori colpi di arma da fuoco che hanno colpito il loro veicolo, lasciando illesi i militari. L'inseguimento è stato efficace perché il gruppo è stato costretto a dividersi, due automobili sono state abbandonate a Squinzano e due dei malviventi sono stati fermati mentre tentavano di dileguarsi. Indossavano ancora le tute e i cappucci con cui hanno agito. Si cercano i complici.

 

I precedenti

Un anno e mezzo fa, sempre sulla stessa strada, si era verificato un episodio simile, ma quella volta la rapina era andata a segno: il 4 luglio 2024 c'erano più di dieci uomini in azione, sette veicoli incendiati sulla carreggiata principale e circa tre milioni di euro di bottino. Il fenomeno degli assalti ai portavalori è un'emergenza in Puglia: da novembre a oggi ci sono stati quattro attacchi, uno al mese. Oggi sulla statale 613, il 7 gennaio sull'A14 a Cerignola, in provincia di Foggia, l'11 dicembre sulla 655 Bradanica, sempre in provincia di Foggia, il 24 novembre a Trinitapoli (Barletta Andria Trani) sulla statale 16 Adriatica. Le modalità di azione sono sempre le stesse: i banditi usano tecniche paramilitari, prendono di mira furgoni portavalori blindati di cui si conoscono i giorni di maggiore raccolta di contanti e gli spostamenti. E poi incendiano mezzi rubati per bloccare le vie di transito o di fuga e fanno ricorso alle esplosioni per scardinare i portelloni.

 

Le reazioni della politica

"Avere scongiurato il tentativo di rapina e aver fermato due dei responsabili sono la migliore riprova di una capacità di risposta dello Stato superiore ad ogni commento e giudizio strumentale sull'operato delle nostre forze dell'ordine. Il Governo continuerà ad investire in maniera crescente su di loro". Ha scritto il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi in un post su X. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha commentato così sui social: "Scene da Far West, guerriglia in mezzo alla strada in pieno giorno. L'importante è che, quando questi come altri criminali in precedenza saranno presi e messi in galera, non abbiano sconti di nessun tipo o rilasci anticipati per scelta di questo o quel giudice". Le immagini dell'assalto al portavalori in Puglia sono "drammatiche: una strada bloccata da camion incendiati, bombe esplose tra automobilisti terrorizzati", ha detto il deputato di Alleanza verdi e sinistra e co-portavoce di Europa verde, Angelo Bonelli. "Poteva essere una strage. Anche questa volta - ha continuato - per il ministro Piantedosi è colpa dell'opposizione o non sarà che, invece di rilasciare interviste un giorno sì e uno no e di attaccare l'opposizione accusandola di essere responsabile di ogni cosa, dovrebbe farsi da parte lasciando fare il ministro dell'Interno ad altri?". Per Leonardo Donno, deputato del Movimento 5 Stelle, "è l'ennesimo campanello di allarme che risuona in tutta la regione. La sicurezza non si garantisce a parole, come è solito fare il centrodestra, ma mettendo in campo misure serie, concrete, quando è il momento giusto non quando si è già entrati in una fase emergenziale come quella attuale''.

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