Cosa faranno davvero in Italia gli agenti dell'Ice per le Olimpiadi Milano-Cortina

Redazione

Il governo chiarisce il ruolo dell’Hsi, ramo investigativo dell'agenzia Usa. Analisi e scambio di informazioni, una sala operativa al consolato e nessun potere di polizia. Piantedosi: "Mai nelle nostre strade". Ma le opposizioni attaccano e scendono in piazza sabato a Milano

"Non si vedranno mai" agenti Ice in giro per le strade in Italia come a Minneapolis, ha chiarito il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, dopo le dichiarazioni confuse e le polemiche dei giorni scorsi. Sulla presenza della polizia americana anti-immigrazione alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, infatti, "si è scatenata una tempesta in un bicchiere d'acqua", ha detto il titolare del Viminale a 5 minuti su Rai 1. Ieri, appena la presenza degli agenti federali in Italia è stata confermata, partiti e le associazioni di centrosinistra hanno chiamato la piazza: sabato 31 gennaio organizzeranno una protesta a Milano. Si parla di un flash mob e Piazza XXV Aprile è la sede scelta per la manifestazione. Insomma, il quadro che emerge dalle versioni ufficiali è quello di una presenza limitata a personale investigativo, chiuso in una sala operativa diplomatica, con compiti di analisi e collegamento, senza funzioni di polizia in Italia. Per il governo si tratta di normale cooperazione internazionale nei grandi eventi. Per le opposizioni resta un segnale politico sbagliato e una vicenda opaca e male gestita. Il confronto ora si sposta in Parlamento, dove il ministro dell’Interno è atteso, mercoledì 4 febbraio alle 17, per un’informativa che dovrebbe fissare in modo definitivo numeri, ruoli e limiti operativi della presenza americana.

  

Cos’è l’Ice e quale ramo è coinvolto

Il punto da chiarire intanto è chi saranno questi agenti, dove lavoreranno e quali poteri avranno (o non avranno) in Italia. Innanzitutto occorre fare chiarezza sul tema del dibattito. L’Immigration and Customs Enforcement (Ice) è un’agenzia federale degli Stati Uniti che dipende dal Dipartimento per la Sicurezza Interna. È nota soprattutto per le attività di contrasto all’immigrazione irregolare negli Usa, inclusi arresti ed espulsioni, che negli ultimi tempi hanno generato forti polemiche e proteste, anche in seguito all'uccisione di due cittadini americani, Renee Good e Alex Pretti. Ma l'Ice, che i critici reputano una milizia nelle mani del presidente americano Donald Trump, non è un corpo unico bencsì è divisa in più articolazioni. Quella citata per i Giochi è l'Homeland Security Investigations (Hsi), il ramo investigativo, composto da analisti e investigatori che si occupano di crimini transnazionali (reti criminali, traffici illeciti, frodi internazionali) e che operano abitualmente in collegamento con le forze di polizia di altri paesi. In altre parole non è il settore che negli Usa effettua retate o gestisce i centri di detenzione per migranti.

 

“Non li vedrete in strada”, dice il Viminale. Dove lavoreranno?

Il ministro dell’Interno è stato netto. "Non si vedranno mai agenti Ice in giro per le strade in Italia" e sostenere il contrario significa diffondere una “fake news”. Piantedosi ha parlato di "tempesta in un bicchiere d’acqua", spiegando che sarà coinvolta solo la componente investigativa Hsi, già presente in decine di paesi, Italia compresa, con funzioni di analisi e scambio informativo.  In concreto, secondo il Viminale, questi funzionari non avranno poteri di polizia sul territorio italiano, non svolgeranno controlli di immigrazione, non parteciperanno a servizi di ordine pubblico e non saranno impiegati in strada. Il loro contributo sarà soprattutto tecnico: consultazione di banche dati, analisi di informazioni e supporto agli altri attori della sicurezza statunitense impegnati nei grandi eventi all’estero.

Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha insistito sul concetto: la sicurezza dei Giochi "è responsabilità dell’Italia" e non ci sarà alcuna cessione di sovranità sull’ordine pubblico.

Gli Stati Uniti allestiranno una propria sala operativa all’interno del consolato americano a Milano. In quella sede saranno presenti rappresentanti di diverse agenzie statunitensi coinvolte nella sicurezza delle delegazioni. Tra questi, anche esperti Hsi. Il Viminale sottolinea che lavoreranno esclusivamente nelle sedi diplomatiche, con funzioni di supporto e collegamento con gli ufficiali di raccordo, e senza attribuzioni operative sul territorio italiano.

La protezione diretta di atleti e delegazioni statunitensi è invece competenza del Diplomatic Security Service (Dss) del Dipartimento di Stato americano, in coordinamento con le autorità italiane.

L’ordine pubblico, la gestione delle piazze, la sicurezza delle infrastrutture e dei siti olimpici restano in capo a polizia, carabinieri e Guardia di finanza.

 

Il dispositivo italiano per i Giochi

Vediamo allora qual è l'apparato più ampio messo in piedi dall'Italia per gestire la siucurezza durante le Olimpiadi invernali. Il ministro Piantedosi ha riunito il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica con vertici delle forze dell’ordine e dell’intelligence. È stato confermato un modello interforze con circa 6.000 unità del sistema sicurezza nazionale impiegate, uso di tecnologie avanzate, droni e sorveglianza aerea, attenzione alla protezione delle infrastrutture, alla gestione dei flussi e alla prevenzione anche in ambito tecnologico. Il ministero ribadisce che tutte le operazioni sul territorio resteranno sotto esclusiva responsabilità e direzione italiane.

  

Le critiche dell’opposizione

Nonostante le rassicurazioni, le opposizioni mantengono alta la polemica. Contestano sia l’opportunità politica di coinvolgere, anche solo a livello tecnico, un’agenzia associata a pratiche molto contestate negli Stati Uniti, sia la comunicazione iniziale del governo, giudicata confusa. In Consiglio regionale lombardo sono comparsi cartelli “Ice out” e “Ice, no grazie”. A Milano è stata convocata per sabato una manifestazione promossa da partiti e associazioni di centrosinistra contro la presenza dell’Ice. Anche collettivi studenteschi e realtà sociali hanno annunciato mobilitazioni in concomitanza con l’apertura dei Giochi.

"Io da italiano, prima ancora che da cittadino milanese, non mi sento tutelato da Piantedosi", attacca per esempio il sindaco di Milano Beppe Sala, dai microfoni di Rtl 102.5. Per il sindaco il governo ha gestito "decisamente male" la questione e gli agernti dell'agenzia americana "non sono i benvenuti a Milano" perché "non sono allineati al nostro modo democratico di garantire la sicurezza". 

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