Firenze, un giorno nel pallone

Andrea Trapani

Il blocco ferroviario ha messo alla prova i viaggiatori e la città, ma il traffico ha retto nonostante la partita della Fiorentina programmata nel bel mezzo dei lavori. Tutti i protagonisti si sono dichiarati contenti, ma il coordinamento tra le esigenze di RFI e quelle della Serie A è completamente da ripensare

La passerella pedonale provvisoria di Ponte al Pino è stata, almeno per 24 ore, l’opera più nota del paese. È andato tutto bene, è stata installata e il traffico ferroviario è ripreso. Il caos previsto è stato attutito da una comunicazione che ha superato i confini cittadini, impossibile fare altrimenti, anche perché l’impatto è stato totale: blocco completo del transito da Firenze tra nord e sud.

 

Più pioggia che auto

Le polemiche non sono mancate, come avevano paventato i più pessimisti, ma Palazzo Vecchio ha tenuto, almeno sul fronte stradale. Gli appelli reiterati della Giunta a evitare l’auto hanno funzionato e la pioggia fitta non ha peggiorato la situazione. Anzi, i cittadini hanno mostrato maturità e, nemmeno il cavalcavia di piazza Alberti, ha registrato particolari intoppi. Qualcuno addirittura è arrivato allo stadio dicendo che raramente ci aveva messo così poco tempo. Non tutto è andato perfettamente, ci sono state code nel tardo pomeriggio, tra la Fortezza e piazza della Libertà, quando gli autobus sostitutivi hanno aggiunto il loro peso al traffico di una città dove i lavori stradali sono di casa.

   

Muoversi in città tra navette e passerelle chiuse

Se Santa Maria Novella è rimasta solo nelle melodie di Pupo, semivuota e con pochi regionali, a Rifredi e Campo di Marte si è riversato tutto il carico del fine settimana. I treni nazionali, seppur ridotti dalle cancellazioni preventive della vigilia, sono stati sostituiti dai bus navetta e dalla loro attesa. Volontari e poliziotti hanno avuto il loro da fare, come in una prova generale di protezione civile. Peccato fosse tutto vero. Tra i turisti spaesati, “dispersi” tra viale Mazzini e via Reginaldo Giuliani, ai due capi della città, si sono create scene surreali ma niente di grave. Al massimo una lunga passeggiata non preventivata. Non sono stati i soli. Nonostante il comunicato stampa congiunto di Prefettura e Comune di Firenze fosse cristallino e con un chiaro invito a usare i mezzi pubblici, tanto da dare la possibilità a chi aveva il biglietto ferroviario di poter salire sulla passerella pedonale di Campo di Marte per raggiungere lo stadio Franchi, la realtà è stata un’altra. La Polfer, alle 15, ha ricevuto l’ordine opposto: tutti giù, tifosi e passeggeri, percorso alternativo attraverso il sovrappasso di via Sarpi. Situazione risolta alle 20, quando chi aveva scelto il treno, non molti invero, ha potuto raggiungere i binari mostrando il biglietto. Un’incoerenza che ha rivelato il problema strutturale di queste giornate, il coordinamento imperfetto tra tutti i protagonisti degli eventi in corso.

   

I treni che mancano, il rinvio che non c’è stato

L’utilizzo del trasporto pubblico regge finché è volontario e, soprattutto, se esiste un’alternativa alla mobilità privata. Ad esempio, da sempre, mancano treni coordinati con le partite. Probabilmente nessuna città della Serie A ha mai messo seriamente in campo un programma del genere. Firenze può diventare l’occasione per una riflessione nazionale sul tema, visto che ha una stazione importante a pochi passi dallo stadio. Spesso non è sufficiente. Domani, caso concreto, contro il Como in Coppa Italia, come è giusto che sia per i pendolari della notte, i treni partiranno ignorando completamente i tifosi se ci saranno i calci di rigore. Si possono fare tutti gli appelli possibili, ma il (potenziale) pubblico spesso non ha scelta. Gli ultimi convogli speciali si sono visti per qualche concerto e per i mondiali di ciclismo, anno 2013. Progetti del genere richiedono soldi e coordinamento, ovvero quello che, secondo i più critici, è mancato nel fine settimana.

Per questo mettere una partita di Serie A nell’esatto momento in cui si chiude la circolazione viaria e ferroviaria è sembrata una beffa amara. Anche le tempistiche sembrano dimostrarlo: il 6 ottobre la Lega Serie A aveva fissato la partita alle ore 18 di sabato, il 30 ottobre RFI aveva indicato genericamente due giorni di gennaio per poi specificare i dettagli dei lavori lo scorso 19 dicembre. C’era tutto il tempo per evitare la concomitanza tra i due eventi. Nelle ultime settimane si era registrato un appello in tal senso del Comune, anche il Prefetto avrebbe voluto il rinvio come riportato dal Corriere dello Sport, ma niente: nessuno ha cambiato idea. Nel peggiore dei casi si sarebbe potuto far pressione affinché le pay tv accettassero almeno le 20:45 per questo match. La concomitanza con la partita di San Siro non avrebbe fatto fallire i loro bilanci. Alla fine tutti i protagonisti si sono dichiarati contenti, ma far funzionare le cose è rimasta solo una promessa: è bastata una partita per far saltare il buon senso. Tutto questo succederà di nuovo in estate, quando verrà posizionato il nuovo cavalcaferrovia: per fortuna a luglio la Fiorentina sarà ad allenarsi al Viola Park.

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